La Fiorentina festeggia una Pasqua più serena grazie a una vittoria forse fortunata, ma estremamente preziosa. I tre punti conquistati al Bentegodi permettono ai viola di allontanarsi in modo significativo dalla zona retrocessione, portandosi a +5 quando mancano sette giornate alla fine.
Eppure, la stagione era iniziata nel peggiore dei modi: nelle prime 16 partite la squadra sembrava destinata a un’annata disastrosa, tra risultati negativi e le ironie delle tifoserie avversarie. Settimana dopo settimana, lo spettro della Serie B si faceva sempre più concreto, in un clima di rassegnazione generale.
La svolta è arrivata il 21 dicembre 2025, in una fredda domenica prenatalizia, quando il cambio di modulo deciso da Paolo Vanoli ha dato nuova vita alla squadra. Da quella vittoria, particolare e convincente contro l’Udinese, è iniziata una nuova fase della stagione viola.
Con il 4-3-3 la Fiorentina ha raccolto 26 punti in 16 partite: un bottino importante, ottenuto nonostante difficoltà evidenti e qualche passo falso. Il lavoro di Vanoli ha prodotto una vera rinascita, costruita tra mille ostacoli, inclusi gli impegni ravvicinati e una stagione complicata sotto ogni punto di vista.
Dopo aver abbandonato malamente il 4-3-3 ad Udine, in una delle peggiori prestazioni stagionali, a Verona nonostante mille assenze Vanoli ha confermato la difesa a 4 e ha strappato il clean sheet grazie ad un De Gea super. Segnale che l’allenatore ha capito che questa squadra non può più fare a meno della difesa a 4 e che la rosa non è adatta per una difesa a 3.
Tra cambi dirigenziali, la scomparsa del presidente e tensioni interne allo spogliatoio, l’allenatore lombardo è riuscito a ristabilire equilibrio e a riportare l’attenzione sul campo. Pur senza brillare nella comunicazione, il suo operato è stato concreto e incisivo.
Con una media punti in linea con quella del predecessore Palladino, Vanoli può comunque considerare positiva la sua esperienza. ha risollevato una squadra che ora vede la salvezza a portata di mano e può guardare con maggiore fiducia al futuro, anche in vista del centenario del club.
Resta infine uno spiraglio europeo: se i viola dovessero superare il turno di Conference League contro il Crystal Palace, una stagione fin qui amara potrebbe trasformarsi in un finale dal gusto agrodolce, ma decisamente più soddisfacente. Un trofeo in bacheca in un’annata cosi’ maledetta sarebbe quanto di più impensabile in una stagione malata per i tifosi della Fiorentina.
