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“Dimissioni? Valuterà il consiglio FIGC”. No Gravina, si deve dimettere. Il suo progetto è fallito!

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“Dimissioni? Valuterà il consiglio FIGC”. No Gravina, si deve dimettere. Il suo progetto è fallito!

Redazione

1 Aprile · 10:36

Aggiornamento: 1 Aprile 2026 · 10:36

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Negli ultimi anni, ogni delusione della Nazionale italiana sembra seguire un copione già scritto: nel 2018 le responsabilità furono attribuite a Ventura, nel 2022 a Mancini, oggi si punta il dito contro Spalletti e, più in generale, contro le scelte tecniche recenti, includendo anche figure come Gattuso. A ciò si aggiungono, di volta in volta, critiche ai calciatori, spesso definiti non all’altezza, e persino alle direzioni arbitrali, come nel caso di Turpin.

Eppure, nonostante il susseguirsi di commissari tecnici, cambi di interpreti e analisi superficiali, i risultati non migliorano, anzi, in alcuni casi peggiorano. Questo porta a una riflessione più ampia: il problema del calcio italiano non sembra legato esclusivamente ai singoli, ma a un sistema che fatica a rinnovarsi e a trovare soluzioni strutturali. La tendenza a individuare un capro espiatorio, quasi sempre nella figura dell’allenatore, rischia di distogliere l’attenzione dalle criticità più profonde.

I risultati sul campo, in questo senso, appaiono come la naturale conseguenza di un contesto più ampio. Nel calcio moderno, infatti, il successo o il fallimento dipendono in larga parte dall’organizzazione complessiva: dalle società, dai settori giovanili, fino alle federazioni. Ed è proprio su questo piano che l’Italia sembra accusare un ritardo rispetto ad altri Paesi, dove si investe con continuità nella crescita dei giovani e nella costruzione di progetti a lungo termine.

Il progressivo ridimensionamento della Nazionale e le difficoltà dei club italiani nelle competizioni europee alimentano ulteriormente il dibattito. Non si tratta solo di risultati isolati, ma di un trend che invita a interrogarsi sul futuro del movimento calcistico italiano e sulla necessità di riforme profonde.

In questo contesto si inseriscono anche le parole del presidente federale Gabriele Gravina, intervenuto dopo la sconfitta contro la Bosnia. Il numero uno della FIGC ha sottolineato lo stato emotivo della squadra, evidenziando comunque segnali di crescita mostrati negli ultimi mesi e ribadendo la volontà di dare continuità al progetto tecnico. Gravina ha infatti espresso fiducia nei confronti di Gattuso e Buffon, sottolineando come il gruppo abbia attraversato un momento di difficoltà, ma anche come restino margini per ulteriori valutazioni.

Il punto centrale, dunque, non sembra essere la ricerca di responsabilità individuali, bensì la capacità di avviare un percorso di rinnovamento credibile e condiviso. Senza un cambiamento strutturale e una visione a lungo termine, il rischio è quello di continuare a vivere ciclicamente le stesse difficoltà, senza riuscire a invertire realmente la rotta.

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