E’ intervenuto a Radio Bruno il vicedirettore di Repubblica Stefano Capellini. Queste le sue parole: “Kean è un giocatore forte. Non è Batistuta, non è un fuoriclasse, non è un giocatore epocale, in Serie A è tra i tre attaccanti più forti, nonostante le difficoltà di questa stagione”.
Sulla stagione della Fiorentina: “Sicuramente è nella testa di tutti i tifosi sanare le delusioni (Praga e Atene ndr) […]. Preferisco usare la parola sogno visto che siamo ancora ai quarti di finale e la prossima sfida non è comoda. Bisogna stare attenti a non illudersi troppo, è una stagione in cui la Fiorentina ha sbagliato tanto”.
Sul Crystal Palace: “Partono favoriti, anche 60-40 secondo me. E’ vero che anche la loro non è una stagione sfavillante, ha avuto problemi sia in Premier sia in Conference […]. E’ comunque una squadra che negli ultimi due anni ha speso tanto, ed è una squadra che è abituata a giocare in Premier, per cui sa cosa vuol dire fare una partita di intensità. E’ la favorita secondo me, ma la Fiorentina se la gioca”.
Sulla condizione della Fiorentina: “E’ vero che la Fiorentina in crescendo vista contro l’Inter può giocarsela in Conference, ma è anche vero che la peggiore Fiorentina perderebbe con squadre ben più deboli del Crystal Palace […]. Non c’è molto da perdere secondo me”.
Sempre su Kean e sul fatto che possa essere l’intesa con i compagni, specie con Gudmundsson, la chiave, visto che in Nazionale ormai c’è un filotto di partite positive: “L’interazione con la squadra è un po’ mancata, specialmente con Gudmundsson […]. Ci sono stati anche segnali di nervosismo, tra Kean e altri giocatori. Non so se questo possa aver influito o aver avuto un ruolo. Mi auguro sinceramente di no, ora la Fiorentina deve ragionare da squadra”.
Sulle parole di De Gea alla Gazzetta dello Sport relativamente all’arrivo di Paolo Vanoli: “Le condivido e le sottoscrivo in pieno, lo penso e lo pensavo, e l’ho anche scritto. Vanoli da questo punto di vista ha fatto un lavoro immenso […]. Avrà commesso degli errori ma negare che abbia fatto un buon lavoro è sbagliato e ingeneroso. Tutti noi dovremmo essere meno critici con gli allenatori a Firenze”.
