E ce n’è uno che non afferisce direttamente all’ex Genoa, ma riguarda indirettamente, anzi direttamente, Fabiano Parisi: che largo a destra sempre nei quattro di centrocampo/attacco è stata un’invenzione riuscita e applaudita di Vanoli, sempre da quel 21 dicembre che ha cambiato la fisionomia della Fiorentina, e con questa mossa qui in particolare e soprattutto in bene, visto il rendimento da 7 fisso con punte superiori dell’esterno campano, riportato a nuova vita calcistica nel e con il ruolo ritagliato su misura per lui. E se Vanoli non lo toglie da destra e neppure vuole rinunciare a Solomon, diventa automatica la panchina di Gudmundsson in mancanza di un altro cambio di sistema di gioco, che ad aprile diventa complicato se non a gara in corso per necessità: Parisi a destra, Solomon a sinistra, Fagioli protetto dai due mediani e la Fiorentina rimane com’è, però senza Gud. Ma rimarrebbe com’è (tatticamente) anche se non fosse Gudmundsson ad essere escluso, bensì Gosens. Parisi torna a fare il terzino sinistro, Solomon va a destra, Gud resta dov’è e il gioco è fatto. O no? Ci penserà Vanoli. Lo scrive il Corriere dello Sport.
La girandola potrebbe coinvolgere anche Parisi che ritornerebbe a fare il terzino sinistro
La Fiorentina ha fatto bene anche senza (5 punti in 4 partite di campionato, quarti di finale in Conference League) e magari per questo Vanoli è ben contento che Solomon sia pronto al rientro, adesso recuperato dalla lesione tra primo e secondo grado al bicipite femorale destro, a sua volta retaggio della pessima serata con lo Jagiellonia in cui l’ex Villarreal era andato in panchina e non sarebbe probabilmente nemmeno entrato se il risultato (0-3) a un certo punto non lo avesse richiesto. Sabato 4 aprile, vigilia di Pasqua: a Verona ci sarà Solomon.
E che giochi tornando subito titolare, o che viceversa il ritorno in campo avvenga gradualmente con minutaggio ridotto, dipende dal mese di stop (era il 26 febbraio quando si è infortunato) e comunque lo deciderà il tecnico negli allenamenti che da oggi condurranno la squadra viola al Bentegodi. Una cosa, oltre l’una o l’altra che sarà poi con l’Hellas, è comunque sicura: il recupero di Solomon aggiunge un posto alla… tavola degli esterni di centrocampo/attacco nel 4-1-4-1 della Fiorentina dal 21 dicembre in avanti con l’Udinese (eccezion fatta per l’Udinese a Udine in occasione che più disgraziata calcisticamente parlando non si può) e, quindi, diventano in tre per quei due posti ora che sono tutti a disposizione come raramente è stato in stagione: Parisi, Gudmundsson e appunto Solomon (Harrison parte dietro nelle scelte). Siccome l’israeliano è un titolare in pectore con il suo modo di giocare, con i suoi dribbling che creano superiorità numerica, con la sua capacità di trovare il passaggio e la verticalizzazione per Kean o chi è là davanti, e siccome la fascia sinistra è quella da cui meglio esprime tutto questo, l’indiziato a uscire è niente meno che Gudmundsson: e il niente meno sta a indicare un’esclusione che sarebbe eccellente per nome, caratteristiche e peso specifico dell’islandese, seppur di rado nella sua versione migliore a Firenze. Ma rinunciarci è difficile, molto difficile per mille motivi.
