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Corriere Fiorentino: “Parisi non si è mai lamentato, il suo agente sì. È un jolly, potrebbe servire all’Italia”

Parisi (Fonte Foto: ACF Fiorentina)

Rassegna Stampa

Corriere Fiorentino: “Parisi non si è mai lamentato, il suo agente sì. È un jolly, potrebbe servire all’Italia”

Redazione

18 Marzo · 09:54

Aggiornamento: 18 Marzo 2026 · 10:46

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Parisi ha puntato tutto su uno spirito di sacrificio che Vanoli ha apprezzato fin da subito

È reduce da un lungo girovagare tra diversi ruoli, ma da quando Fabiano Parisi si è riscoperto esterno offensivo, sulla destra, è diventato praticamente imprescindibile. La sua centesima presenza in maglia viola arrivata lunedì sera è coincisa con il suo primo gol stagionale (il terzo da quando è a Firenze dopo i due messi a segno con Palladino in panchina e il decimo in carriera contando anche quelli con Empoli e Avellino), un diagonale sì sporcato da una deviazione del difensore ma pur sempre scoccato dal piede più debole, il destro. Già, perché se l’adattamento di Parisi aveva già fornito buone risposte la prova di Cremona è un ulteriore passo in avanti, da parte di un gregario diventato a tutti gli effetti motore della riscossa. 

Di lui Vanoli ne ha parlato come di un «esempio», e non potrebbe essere altrimenti visto che l’intuizione del tecnico di cambiargli ruolo è uno dei fiori all’occhiello della sua gestione. Era il 21 dicembre scorso quando al Franchi, contro l’Udinese, Parisi fu schierato sull’out di destra, da allora nessuno l’ha più voluto spostare. D’altronde era stato proprio lui a dare il là alla prima vittoria stagionale della Fiorentina, con un tocco in profondità sul quale l’uscita a valanga di Okoye su Kean avrebbe anticipato l’espulsione del portiere e le successive 5 reti dei viola. 

Un anticipo di quello che Parisi avrebbe fatto vedere nei mesi a seguire, in un filotto di gare nel quale l’ormai ex terzino sinistro si è abituato sempre di più ai movimenti e agli scatti tipici degli esterni d’attacco. Adesso che (anche) sul piano realizzativo ha rotto il ghiaccio Parisi sta raccogliendo i frutti di un lavoro svolto in silenzio, senza recriminazioni. Arrivato nell’estate del 2023 dall’Empoli per 10 milioni di euro non si è mai lamentato troppo di un impiego altalenante, influenzato dalla fiducia che i diversi allenatori gli hanno concesso una stagione dopo l’altra.

Prima di Vanoli Parisi si era misurato con i continui cambi di formazione di Italiano e soprattutto con un dirottamento sulla destra (obbligato per gli infortuni concomitanti di Dodò e Kayode nel novembre 2023) molto poco fortunato, mentre con Palladino le presenze erano state in tutto 40 tra campionato, Coppa Italia e Conference League, salvo poi scivolare nuovamente nelle gerarchie di Pioli che raramente lo aveva chiamato in causa nei primi mesi della sua gestione. 

Così se a lamentarsi per lo scarso impiego, in passato, è stato soprattutto il suo procuratore Mario Giuffredi (lo stesso di Ranieri, ma anche dell’ex Biraghi) Parisi ha puntato tutto su uno spirito di sacrificio che Vanoli ha apprezzato fin da subito, e che si è materializzato partita dopo partita in dribbling e accelerazioni che, da quella parte, hanno aumentato l’imprevedibilità di tutta la manovra offensiva. In più, da quando Parisi si è trovato ad agire sulla corsia destra, anche Dodò pare averne tratto giovamento. Qualche metro più dietro, schierato da terzino di una difesa a quattro, il brasiliano si è pian piano ritrovato anche grazie alla copertura garantita da Parisi quando a spingere è lui, in una sorta di riproposizione della catena destra che tanto bene aveva funzionato l’anno scorso, quando erano arrivate ben 8 vittorie consecutive. 

Se in quel caso era stato Palladino ad avere l’intuizione di adattare Colpani in quel ruolo, stavolta il merito è tutto di Vanoli, che in Parisi ha trovato una nuova freccia per il suo arco restituendo al calcio italiano un profilo che anche per la sua duttilità potrebbe tornare utile persino al c.t. della Nazionale Rino Gattuso. Lo riporta il Corriere Fiorentino. 

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