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Guerini: “Vanoli non può scaricare la responsabilità sui giocatori, io mandavo giù anche la m***a”

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Guerini: “Vanoli non può scaricare la responsabilità sui giocatori, io mandavo giù anche la m***a”

Redazione

7 Marzo · 19:19

Aggiornamento: 7 Marzo 2026 · 19:22

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Il punto di vista di Vincenzo Guerini su varie tematiche di casa Fiorentina alla vigilia del match contro il Parma

Intervistato ai microfoni di Lady Radio, l’ex dirigente della Fiorentina Vincenzo Guerini ha parlato delle difficoltà della squadra viola che è in piena lotta retrocessione ad 11 giornate dal termine della stagione.

Quando non sei abituato a lottare per la salvezza, per quelle zone basse della classifica, diventa tutto molto più difficile. Serve la mentalità giusta. Tocco ferro, ma ricordo che quando ci salvammo a Lecce c’era davvero da mettersi le mani nei capelli: giocavamo malissimo. Qualcuno si era anche tirato indietro, mancavano gli attributi. Non voglio dire che oggi qualcuno lo faccia apposta, però vedo giocatori che non scendono in campo con la determinazione di chi è disposto a sputare sangue e combattere. E invece è proprio questo lo spirito che hanno le squadre mentalmente più abituate a disputare campionati di quel tipo.”

Sulle dichiarazioni di Vanoli:
“Io mandavo giù, anche la m…Non si può scaricare la responsabilità sui propri giocatori, anche pubblicamente. E’ pericoloso, si può ritorcere contro. Io mi metto nei panni di Vanoli, ma devi sempre fare attenzione a quello che si dice, soprattutto pubblicamente. Serviva un grande dirigente, prima. Paratici? Menomale che lo hanno preso, ma serviva prima”. 

Su Pioli:
“Ero felice del suo ritorno a Firenze. Credevo che aveva tutto per far fare un salto di qualità alla Fiorentina. Invece si è perso anche lui nel marasma generale.”

Sulla sua esperienza in Fiorentina:
Quando ero alla Fiorentina suggerii alla società di prendere Sartori. Ci avrò parlato forse tre volte, quindi non era certo un interesse personale: semplicemente avevo visto come lavorava e mi piaceva il suo modo di operare. La risposta che ricevetti fu che costava troppo. Oggi basterebbe chiedere ad Atalanta e Bologna quanti soldi abbia fatto guadagnare alle loro società, oltre ai risultati ottenuti sul campo.
Ricordo anche l’ultimo anno, quando Sousa mi escluse dal centro sportivo. Proposi alla società di farmi lavorare come osservatore: con pochi soldi avrei potuto segnalare diversi giovani interessanti. Feci i nomi di Barella, Torreira, Belotti e Orsolini, che allora erano ancora ragazzi. La risposta che mi diedero fu: ‘Barella è del Cagliari’. E quindi? Se ci ripenso oggi, devo dire che mi lascia davvero molta amarezza.”

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