«I giocatori si devono tutti fare un esame di coscienza». La delusione di Paolo Vanoli post Udine ha inevitabilmente reso delicato il ritorno al Viola Park. Dopo il giorno libero di rito infatti, ieri la squadra è tornata ad allenarsi e a parlarsi: un momento fondamentale per voltare pagina e provare a ripartire.
Così quando, poco dopo l’ora di pranzo, si sono rivisti i calciatori arrivare al centro sportivo di Bagno a Ripoli, è ufficialmente cominciata la preparazione alla sfida con il Parma, ennesimo crocevia stagionale da onorare per non rendere la strada per la salvezza più in salita di quanto già lo sia. Anche per questo a seguire la consueta riunione tecnica, appuntamento abituale quando il gruppo si ritrova dopo i giorni di riposo, c’era anche il ds Paratici. Una presenza quotidiana ma pur sempre discreta, quella del dirigente viola, fosse solo per ribadire al gruppo la forza del tecnico e la fiducia che il club continua a nutrire nei suoi confronti.
Certo, quanto visto nella serata di Udine, e le successive dichiarazioni di alcuni protagonisti tra cui lo stesso Vanoli e De Gea, meritavano un confronto interno nello spogliatoio, ma niente che faccia pensare a una resa dei conti. Anche perché la parola d’ordine resta quella di sempre, la stessa ribadita a più riprese dalla dirigenza nel corso degli ultimi (difficili) mesi: unità. «L’esame di coscienza» che il tecnico aveva auspicato da parte di ogni calciatore è stato il pretesto per chiarire cosa non ha funzionato contro i friulani, soprattutto in termini di atteggiamento, anche se complice l’assenza di De Gea l’altro argomento caldo della debacle di lunedì è rimasto in sospeso.
Il portiere spagnolo ha infatti usufruito di un permesso per motivi familiari e non si è visto nel primo allenamento della settimana, ma in merito alle sue parole i chiarimenti erano arrivati in fretta. «È vero, sul primo gol dell’Udinese potevo fare di più, ma una rete l’avremmo comunque presa» è la frase di De Gea che ha alimentato più di un dubbio sulla rassegnazione insita nella riflessione ma pure sui destinatari del messaggio, seppure il riferimento fosse semplicemente a una prestazione collettivamente negativa che, prima o poi, avrebbe comunque portato la Fiorentina a incassare il gol. Comunque la si pensi, un approccio da dimenticare subito.
Allontanate divisioni e ribadita la necessità di tenere «la testa nel carro armato», come lo stesso Paratici aveva auspicato appena arrivato a Firenze, ora l’obiettivo è quello di ritrovare lo spirito delle giornate migliori. Quello messo in campo contro Como e Pisa, da riproporre anche con Parma e Cremonese, scontri diretti nei quali tutti si augurano di vedere la miglior versione della Fiorentina e non la sua brutta copia che tra il ritorno del playoff di Conference e la trasferta di Udine ha rimesso in discussione i recenti progressi. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
