Essere padroni del proprio destino è un privilegio. E in questa nervosa stagione non è un aspetto secondario. La Fiorentina ha un turno e una partita a Udine apparecchiati per cercare di togliersi, momentaneamente, dalla zona rossa. I risultati della altre, al momento (è bene sottolinearlo sempre) hanno messo sulla racchetta viola un punto da non fallire. In virtù di quello che abbiamo detto prima, però, i ragazzi di Vanoli hanno l’obbligo di fare punti. Tutti, possibilmente. Il come è assolutamente privo di significato e l’avverbio non è rafforzativo.
La Fiorentina , dunque, torna a Udine (ore 20,45) e la memoria non può che essere pizzicata dalla traumatica scomparsa di Davide Astori che ancora oggi – a due giorni dall’anniversario del 4 marzo 2018 – è mai stata accettata. Ecco perché non sarà mai una partita come le altre. Ci sarà spazio per la commozione, certo, sotto gli occhi della famiglia Astori oggi allo stadio, poi si farà sul serio. Vanoli deve fare i conti con qualche assenza importante, come quella di Solomon (infortunato) e Dodo, anche se il brasiliano è stato più croce che delizia in questa annata. Così la Fiorentina dovrà poggiarsi sui ‘soliti’ noti, a iniziare da Kean che pare aver ritrovato la verve realizzativa a lui più consona, per finire a Fagioli, regista insostituibile di una squadra che si accende quando il pallone è tra i suoi piedi. Lo scrive La Nazione.
