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Corriere dello Sport: “Gudmundsson deve prendere per mano la Fiorentina. Può fare la differenza”

Firenze, Stadio Franchi, 07.02.2026, Fiorentina-Torino, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

Rassegna Stampa

Corriere dello Sport: “Gudmundsson deve prendere per mano la Fiorentina. Può fare la differenza”

Redazione

28 Febbraio · 10:14

Aggiornamento: 28 Febbraio 2026 · 10:14

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La Fiorentina non ha più tempo per aspettarlo

Una prova (mini) di un quarto d’ora, recupero compreso (allungato), ma tanto basta per Albert Gudmundsson. Deve bastare. Per giocare dal primo minuto lunedì sera a Udine, che forse sarebbe stata un’altra tappa di avvicinamento al ritorno da titolare nella partita successiva contro il Parma al Franchi, ma l’infortunio di Solomon (al cui posto è subentrato l’islandese) unito appunto a quello di Gosens, lascia scoperta la fascia sinistra e accelera il rientro di Gud.

E adesso tocca davvero a lui prendere per mano la Fiorentina, come raramente ha fatto in questa stagione che non è stata immune da ostacoli come la precedente (e prima) in maglia viola, anzi i problemi enormi di rendimento e di classifica della squadra hanno contributo a ridimensionare in parte quello dell’ex Genoa. Che già non è stato chissà cosa, certo non in linea ancora con aspettative e potenzialità, e allora queste tre settimane e tre partite di assenza a causa della distorsione alla caviglia col Torino lo scorso 7 febbraio, diciamo hanno avuto il potere di resettare tutto e riconsegnare un “nuovo” Gudmundsson a Vanoli. Ma se davvero sarà così e la Fiorentina potrà contare sul calciatore in grado di fare la differenza dipende da Albert numero 10.

Il momento è sicuramente questo e la parola salvezza non lascerà spazio alla parola vergogna soltanto se ogni singolo calciatore sarà più di quello che è stato finora: Gudmundsson, per qualità e valore tecnico, di questi è uno in cima alla lista. Il rendimento, si diceva: 22 presenze e 4 gol in campionato, 8 presenze e 3 gol in Conference League. Niente di eccezionale. Non a caso posizione della Fiorentina e contributo di Gud sono strettamente correlati, senza ovviamente rapporto di responsabilità diretta e univoca. Però che serva di più è sicuro e magari già da lunedì sera a Udine sarebbe un toccasana: il 28enne di Reykjavik ha il compito di provarci, oltre che il dovere, dall’inizio o a partita in corso, ma più probabilmente dall’inizio.

Perché Solomon ha rimediato un risentimento al retto femorale destro sempre contro lo Jagiellonia («difficile vederlo in campo a Udine», ha detto Vanoli nel post-gara) e perché la “duplice frattura composta a carico del seno mascellare di destra e della parete orbitaria laterale di destra” subìta da Gosens fortunatamente non ha bisogno di intervenire chirurgicamente e il mancino ex Atalanta e Inter può allenarsi e giocare con una protezione al volto, però certo non è nelle condizioni ideali. Quindi, per non rinunciare a Parisi sulla fascia sinistra in difesa, dove Vanoli l’ha rimesso ora che a destra in avanti può impiegare Harrison, il posto che rimane vuoto davanti allo stesso Parisi va quasi per forza destinato a Gudmundsson. Non avrà i novanta minuti nelle gambe e non li ha, ma intanto può provare a incidere nell’ora che può stare in campo e che è più che sufficiente per lasciare il segno. Al vero Gud riuscirebbe: e la Fiorentina non ha più tanto tempo per aspettarlo.Lo scrive il Corriere dello Sport.

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