E tutto nasceva e si sviluppava nella ripresa, dopo un primo tempo brutto, noioso, monocorde, senza gioco e senza occasioni, eccezion fatta per una mezza opportunità per lo Jagiellonia sul pasticcio poi non tale da parte di Fortini al 9’ e l’opportunità piena sui piedi di Fabbiani in pieno recupero, con parata decisiva Abramowicz per impedire al tiro dell’ex Bologna di dare il vantaggio alla Fiorentina. Certo il terreno non aiutava, ma non era solo questione di terreno, quanto di pensiero e di velocità d’esecuzione, prova ne sia che alla squadra viola è bastato cambiare regime mentale, tecnico e d’azione per far male agli avversari imponendo i diritti naturali di una qualità comunque superiore. Nasceva da Ranieri la vittoria, dal gol (8’) dell’ex capitano ieri tornato capitano per l’assenza di De Gea e autore del vantaggio con un colpo di testa sul cross di Fazzini. Per la cronaca, si tratta del gol numero 7 di Ranieri in Conference League, segno di un feeling eccellente del difensore spezzino con questa competizione.
Avanti e su di giri, la Fiorentina lasciava però scoperto il fianco a un paio di ripartenze sulla prevedibile reazione dello Jagiellonia, non prima comunque di aver sfiorato il raddoppio con Fazzini (13’). I pericoli, tuttavia, per Lezzerini erano condensati nella punizione di Wdowik che colpiva il palo, poi la punizione che contava era quella di Mandragora: sinistro di seta e pallone dove Abramowicz non poteva arrivare (20’). Due a zero e partita chiusa, poi il sigillo ce lo metteva Piccoli (34’) su rigore: e la Fiorentina vede già gli ottavi. Lo riporta il Corriere dello Sport.
