Quello contro il Toro è stato appena il suo sesto sigillo in campionato. La sua seconda annata in viola è stata condizionata dal problema alla caviglia e da uno sconforto generale di tutto l’ambiente, una nuvola nera originata dal peggior girone d’andata degli ultimi cinquant’anni di storia del club. Moise ne è rimasto schiacciato, ha dimostrato di non poter essere così trascinatore – ma invertire da soli la rotta di una barca che sta affondando non è facile nemmeno per i campionissimi – ora però si è dato un obiettivo. Vuole riprendere il timone in mano e portare alla salvezza la sua Fiorentina, rendere sul campo l’affetto e l’importanza che gli hanno dimostrato la città e la società. Sullo sfondo poi, c’è il desiderio di arrivare tirato a lucido ai playoff di fine marzo con la Nazionale. Per farlo, ci sono dei numeri da correggere: sei centri appunto, tutti in casa (anche la rete messa a segno in Conference è arrivata al Franchi). Lontano da Firenze Kmb non segna da quasi nove mesi, 25 maggio 2025, a Udine, ultima del campionato 2024/25. Altro dato che stona con lo spessore internazionale che ha acquisito il classe 2000 dal suo arrivo in viola: è tutt’oggi l’attaccante che, al netto tra gol fatti e xG messi a referto, ha il saldo più negativo, 6 marcature a fronte di 12,6 xG, un minus di -6,6 (in parole povere, per l’imprecisione, o la sfortuna, di Kean mancano più di 6 reti).
Di fronte avrà il calciatore che in questa speciale classifica è diametralmente all’opposto, Baturina (4 centri a fronte di 0,5 xG). Sabato scorso Kean si è presentato di nuovo in forma, col fastidio alla caviglia superato e un look diverso, un capello rosso per accendere la fiammella di speranza legata alla salvezza. Dovrà continuare ad ardere anche sulle rive del lago di Como: nell’ultimo precedente al Sinigaglia (novembre 2024) fu decisivo con un guizzo da centravanti vero. Oggi dovrà dimostrare di essere tornato il vecchio Moise e provare a spezzare la maledizione delle trasferte. Lo riporta il Corriere dello Sport.
