14 Aprile 2026 · Ultimo aggiornamento: 00:14

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Corriere dello Sport: “Fiorentina nel segno del 14. Un pareggio non basta più”

Firenze, Stadio Franchi, 07.02.2026, Fiorentina-Torino, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

Rassegna Stampa

Corriere dello Sport: “Fiorentina nel segno del 14. Un pareggio non basta più”

Redazione

14 Febbraio · 09:51

Aggiornamento: 14 Febbraio 2026 · 09:51

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A 14 gare dalla fine, la Fiorentina ha solo 14 punti

Nel segno del numero 14 e se nella Smorfia napoletana simboleggia l’ubriaco, la Fiorentina a Como addì 14 febbraio dev’essere lucidissima: a 14 giornate dalla fine, con 14 punti conquistati nelle 14 partite disputate con Paolo Vanoli in panchina, ha bisogno di un risultato positivo e una vittoria sarebbe l’ideale – ça va sans dire – per dare forza al progetto al momento piuttosto risibile di salvezza.
La proiezione darebbe 32 totali e l’ultimo esempio non tragga in inganno (l’Empoli, terzultimo, è retrocesso con 31 punti l’anno scorso), anzi è fondamentale che la squadra viola se lo tolga dalla testa semmai ci fosse entrato: sarebbe retrocessione in Serie B. Ecco perché deve cambiare passo, ecco perché un punto a gara oltrepassati i due terzi di campionato, guarda caso proprio con la trasferta in riva a quel ramo del Lago, non basta più: e l’occasione, paradosso o no, è oggi. Anche se il Como in questa stagione ha già battuto due volte la Fiorentina, sempre a Firenze (2-1 in campionato e 3-1 in Coppa Italia) e sempre dando manifesta dimostrazione di superiorità nel gioco, tattica e d’organizzazione, anche se il Como finora ha vinto 11 gare su 23 e la Fiorentina 3 su 24, anche se gli azzurri vantano il quarto miglior attacco (37) dietro a quelli di Inter, Juventus e Milan, mentre i viola sono undicesimi a pari merito di Udinese e Sassuolo (27), anche se i Fabregas boys si fanno solidi oltre che belli con la seconda miglior difesa (16) preceduti soltanto dalla Roma (14) e invece la Fiorentina ha la quarta peggiore (38). Anche se ci sono 23, incredibili e affatto menzogneri punti di differenza in classifica.
Per tutti questi motivi un pareggio a partita non è più sufficiente e, soprattutto, per un motivo: i tre punti da recuperare al Lecce che ha vinto all’andata al Franchi e che la Fiorentina dovrà andare a sfidare al Via del Mare tra un paio di mesi. La corsa non è e non può essere solo sui giallorossi di Di Francesco, però intanto è necessario che De Gea e compagni li tengano nel mirino per non rischiare di allargare un divario che già preoccupa non poco sotto il cielo del Viola Park e il modo è presto detto: fare ciò che non sono riusciti a fare finora.
Mettere insieme una serie positiva (quella di gennaio con 8 punti in 4 partite tra Cremonese, Lazio, Milan e Bologna aveva illuso), incrementare le vittorie seppur sia complicato perfino pensarlo possibile per una squadra che, va ribadito, ha ottenuto 3 successi dal 24 agosto al 7 febbraio, invertire la tendenza contraria negli scontri diretti con le avversarie che lottano per lo stesso obiettivo quando sarà il tempo (presto). 
Il Como non è una di queste, nonostante la storia del club lariano possa riportare a uno status del genere, e vada ascritto a indiscusso e totale merito del modello vincente introdotto dalla proprietà Hartono nella gestione e da Cesc Fabregas in campo: ma per la Fiorentina è come se lo fosse, deve essere. Per determinazione, consapevolezza della situazione, atteggiamento, attenzione e fame da dedicargli. Altrimenti non ne esce: e non solo oggi. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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