Nella testa di Paolo Vanoli, in queste ultime ore, sono rimbalzate tantissime domande: la sua Fiorentina avrà imparato, dopo i ko contro Cagliari, Como e Napoli, a stare «in sofferenza»? Quelle amnesie colossali che sono costate carissimo in campionato contro rossoblù e azzurri saranno state del tutto limate (in attesa del debutto di Rugani, oggi destinato solo alla tribuna)? E poi, ancora: il discorso andato in scena giovedì negli spogliatoi tra la squadra e Fabio Paratici avrà sortito gli effetti sperati? Perché la sensazione – fortissima – è che tanti componenti della rosa ancora non abbiano capito quanto sta rischiando la squadra, tornata ormai da un paio di weekend a flirtare pericolosamente con la zona retrocessione.
Ecco che dunque quella «testa nel carrarmato» evocata più volte dal nuovo direttore sportivo in questi giorni deve essere uno dei motivi che deve spingere la Fiorentina a fare sua l’intera posta in paio della sfida di questa sera contro il Torino, squadra che attraversa un momento forse ancor più confusionario dei viola (una sola vittoria nelle ultime sei gare, con cinque ko a completare la serie) e che vanta una difesa ancor più battuta rispetto a quella di De Gea e soci (40 subiti contro i 36 dei gigliati). Lo scrive La Nazione.
