È ufficialmente cominciata ieri, poco prima delle 17, l’avventura in viola di Fabio Paratici. Il primo giorno di un incarico che la Fiorentina e il dirigente piacentino hanno sottoscritto fino al 2030, e che entrambe le parti hanno dovuto attendere per oltre un mese. Se gli accordi erano stati presi a ridosso della fine del 2025, Paratici infatti ha dovuto prima concludere il suo mandato da co-direttore sportivo del Tottenham per poi diventare a tutti gli effetti un nuovo dirigente viola. Un ritardo che ha rimandato gli interventi sulla rosa attuale da parte dell’ex dirigente bianconero, seppure risulti difficile credere che non abbia detto la sua su gran parte delle operazioni concluse a gennaio.
Scelto in prima persona da Rocco Commisso, sarà lui la figura che dovrà indicare la strada da percorrere per dar vita a un nuovo progetto sportivo. Decidendo il da farsi sul mercato estivo, ma non solo, visto che già in passato ha ricoperto ruoli di grande responsabilità. Prima di affrontare le questioni future, però, la priorità del momento sarà quella di guidare il gruppo di Vanoli alla salvezza, discriminante fondamentale per formulare qualsiasi strategia. Ieri, al suo arrivo, il neo d.s. ha avuto modo di visitare il centro sportivo intrattenendosi con Ferrari e con Goretti, mentre stamani incontrerà la squadra, ieri in campo per l’allenamento del mattino ma libera nel pomeriggio (prima di ritrovarsi in serata per cena). Sarà il primo di tanti confronti necessari a farsi un’idea del gruppo a disposizione, anche e soprattutto in termini caratteriali, ma non l’unico aspetto sul quale si concentrerà il lavoro di Paratici, seguito in questo nuovo percorso professionale da Lorenzo Giani, capo scout originario di Reggello che lo aiuterà nell’individuare i profili più interessanti in Italia e all’estero. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
