Ma ora serve Moise Kean. Alla Fiorentina, a Vanoli, alla squadra. Il Moise Kean che trascina e segna, l’attaccante per intenderci che è riuscito a passare da 0 gol nella stagione precedente con la Juventus a 25 nella prima con la maglia viola adosso, di cui 19 in campionato che farebbero tanto comodo a De Gea e compagni sulla via (impervia) della salvezza. Anche se mai dire mai, numeri e record praticamente impossibili da replicare (lo score dice 5 gol per lui in 20 partite e 1.553 minuti disputati in Serie A), ma una cosa è sicura comunque: alla Fiorentina serve Moise Kean per centrare l’obiettivo.
L’anno due non sta andando come l’anno uno, né sotto il profilo realizzativo e né del peso specifico del numero 20 dentro al gruppo. E sì che il prologo non poteva essere dei migliori: i 25 gol sopra raccontati in dote (5 in Conference e 1 in Coppa Italia a completare il conto), le insidie del mercato evitate per una conferma sospirata, voluta e salutata dall’intero ambiente viola come il colpo dell’estate 2025, il rinnovo del contratto fino al 2029 a cifre milionarie: per Moise con ingaggio più che raddoppiato per arrivare a 4,5 milioni, per la Fiorentina in chiave mercato con clausola rescissoria sul contratto del calciatore alzata da 52 a 62 milioni.
Invece, poi si sa come sono andate le cose: per la squadra viola con una serie impressionante e inattesa di risultati negativi che l’hanno fatta precipitare all’ultimo posto in classifica stravolgendo gli obiettivi iniziali, per Kean con prestazioni in campo lontane da quelle dell’anno uno e incombenze fuori dal campo non immuni da polemiche a seguire che, insieme al problema reiterato alla caviglia, lo hanno costretto a giocare appena 145 minuti in sette partite tra campionato e Coppa Italia nell’ultimo mese. Finora è andata così e siccome la prima di queste sette partite (Fiorentina-Cremonese del 4 gennaio) l’ha decisa Kean entrando al 40′ della ripresa (era la gara subito successiva alla sua assenza dal Viola Park per tutta la settimana a causa di motivi familiari) e segnando al 47′, la speranza/aspettativa/progetto di Vanoli e dei tifosi viola è che il nuovo Moise riparta da lì.
Nuovo, sì. Perché al Maradona sabato scorso ha messo insieme una ventina abbondante di minuti dopo essere andato in tribuna tre volte di fila tra Bologna, Cagliari e Como, andando in profondità e contrastando, avendo avuto addirittura l’occasione per pareggiare oltre il 90′ se solo avesse controllato bene il pallone in corsa e, da allora, c’è tutta una settimana di allenamenti e test specifici al Viola Park utile a togliere i dubbi residui e aggiungere le certezze necessarie. Per riprendersi il posto da titolare (Piccoli lo ha sostituito con un buon rendimento personale, ma non è Kean: lo dicono i numeri e quelli fanno fede), intanto. Per mettersi la Fiorentina sulle spalle e portarla in salvo, soprattutto. Lo scrive il Corriere dello Sport.
