Francesco “Ciccio” Baiano ospite al Pentasport di Radio Bruno ha parlato in lungo e in largo dei temi di casa Fiorentina dopo il pareggio contro il Milan.
Ecco le parole dell’ex calciatore viola:
“Quando una squadra non ha una società forte è un problema. Le società forti riescono sempre a trovare il motivo. Quando hai invece un presidente che vive in America, segue poco e gli racconta quello che vogliono. Poi questo non è un alibi. I giocatori non è che vincono le partite perché c’è il presidente o perché vanno in ritiro. La Fiorentina si è ritrovata in un mare con onde di venti metri e senza motore e senza remi. È vero che ci sono le annate in cui va tutto bene e annate in cui va tutto storto, e questa è una delle seconde. Aggiungi il fatto che i giocatori si siano ritrovati soli, ma anche loro potevano fare qualcosa di più”.
Su Kean:
“L’attaccante deve essere un po’ egoista, ma quando esagera ti fa innervosire. Io sono stato fortunato, avevo accanto un centravanti che concretizzava tutto ciò che gli portavamo, quindi non mi arrabbiavo mai con lui. Il più delle volte lo andavo ad abbracciare. Non tutti gli anni sono uguali. Kean l’anno scorso quando tirava prendeva l’incrocio, quest’anno prende le traverse o gli incroci dei pali. Non è che abbia neanche tante occasioni, spesso se le crea da solo. Quando giocavo con Batistuta, sapevamo sempre di partire 1-0. La Fiorentina comunque non può fare a meno di Kean. Non vivendo lo spogliatoio, non so dirti come si comporta. Anche Gabriel non era semplice, però metteva sempre la squadra davanti a tutto“.
Sui giocatori indispensabili:
“La Fiorentina non può fare a meno di tre giocatori. Uno è De Gea, l’altro è Kean. Ma ci metto anche Gosens, anche se non è al 100% fa la differenza“.
Sulla ripartenza:
“Le ultime due partite, anche se in modo diverso, ti danno uno spiraglio. Da lì dobbiamo ripartire. Questi due punti ti portano a pensare che un po’ il vento è cambiato, ma sei sempre là sotto. Devono essere una ripartenza, da qui devi costruire. Adesso bisogna migliorare sotto l’aspetto del gioco. Se vai in svantaggio su una di quelle due occasioni di Pulisic, poi la partita non la riprendi più»
