«Il problema serio riguarda i calciatori: è nel gruppo che deve scattare la scintilla: solo così la salvezza, che a oggi pare impossibile, potrà essere raggiunta». Pietro Lo Monaco, da dirigente di lungo corso del nostro calcio, va subito al nocciolo della questione, affondando la lama nel lato a suo avviso più fragile di una Fiorentina ultima in classifica e ancora senza vittorie.
Lo Monaco, come si spiegano questi risultati?
«Nessuno, neanche il più critico, avrebbe mai potuto pronosticare tutto ciò. Negli ultimi mesi si è verificata una confluenza di situazioni, dai cambi in panchina a una campagna acquisti dimostratasi lacunosa: alla Fiorentina mancano un difensore e un centrocampista di spessore, oltre agli attaccanti esterni. Poi la brutta partenza ha generato un cunicolo e la risposta dei giocatori è stata deficitaria».
Sono loro i primi responsabili?
«Sono loro che hanno fin qui dimostrato di essere poco gruppo e di avere poco attaccamento alla professione, prima ancora che alla maglia».
Il futuro di Vanoli è di nuovo incerto.
«Pioli prima e ora Vanoli hanno inciso poco, e mi pare fin qui solo la gente di Firenze stia provando a reagire: contro il Verona la curva ha trascinato la squadra al momentaneo pareggio, ma parlare di nuovo cambio in panchina mi pare argomento stucchevole. La Fiorentina, se uscirà da questa situazione, lo farà solo tramite il carattere e la forza morale del gruppo. Non ci sono maghi, non ci sono bacchette magiche, serve la presa di coscienza di tutti i giocatori: sono loro a sciogliersi come neve al sole alle prime difficoltà o a subire gol nel finale come contro il Verona».
A suo avviso manca anche una figura dirigenziale forte?
«Con il massimo rispetto per gli attuali dirigenti Ferrari e Goretti, è innegabile che alla Fiorentina, dalla disgrazia occorsa a Barone, continui a mancare una figura di un certo tipo, e non dimentico l’assenza forzata da Firenze di Commisso. Tutto questo ha generato un vero e proprio pandemonio. Guardi, mi sono talmente tanto affezionato alla Fiorentina che verrei anche a zero euro…».
Il mercato di gennaio quanto potrà incidere?
«La sessione invernale si definisce di riparazione, non di rifacimento di un’intera squadra: un riassetto è normale, la Fiorentina dovrà intervenire sui ruoli carenti e anche sul mercato in uscita, ma tutto rischia di diventare vano, se il gruppo non ritroverà senso di responsabilità».
