“Almeno un paio di volte all’anno – ha scritto il giornalista Marco Bernardini a Calciomercato.com – mi capitava di incontrarli al “Pozzo di bugia” che è un ristorante per buongustai vicino a Forte dei Marmi. Padre e figlio al tavolo un poco in disparte. Era un ritrovarsi che faceva piacere ad entrambi. Di Enrico Chiesa, per anni, ero stato un grande estimatore. Fin dal giorno in cui un esperto intenditore di giovani talenti, il mitico Borea, lo aveva scoperto su un campetto di Pontedecimo e lo aveva portato alla Sampdoria che a quei tempi era un gioiello di squadra dove giocavano Vialli e Mancini sotto la direzione di un autentico maestro come Vujadin Boskov. E fu proprio Mancini a fare da chioccia al giovane attaccante che poi prese il volo per solcare i cieli del calcio importante.

Nel corso del suo viaggio, costellato anche da colpi di sfortuna nera tipo la rottura dei legamenti, trovò dimore prestigiose come la Fiorentina, il Parma e la Lazio. Mai però gli capitò di planare nel luogo che lui avrebbe preferito più di tutti gli altri. “La mia carriera è stata brillante e ricca di soddisfazioni. Certamente ho faticato, ma mi sono tolto un sacco di voglie professionali. Come uomo mi sento appagato e sereno. Ho una bella famiglia e due gioielli di figli. Ho un solo rincrescimento e quando ci penso non posso fare a meno di immalinconirmi un poco. Quello di aver girato in lungo e in largo l’Italia del pallone, ma di non essere mai riuscito a vestire la maglia bianconera della Juventus che ha sempre rappresentato il mio punto di riferimento. Quasi tutti nella vita possono dire di avere un’incompiuta nel cassetto. La mia è questa”. Così mi diceva Enrico Chiesa davanti alla tazzina del caffè che chiudeva la cena.

se è vero dimostra che il bua non ha volontà propria ed è senza scatoline. Poretto ma quando viene a firenze si mangia.
Età 22 anni, stipendio a Firenze 1,7 alla Juve 5. Restando alla Fiorentina difficilmente (mai) avrebbe giocato in Champions League,
La Fiorentina è una squadra da mezza classifica (quando va bene), la Juve lotta in Europa ad ogni campionato, onestamente chi, in buona fede, non avrebbe accettato il trasferimento al suo posto? Baggio, Bernardeschi e ora Chiesa, poi ci saranno gli altri perché quando un giocatore emerge aspira giustamente a giocare in squadre di livello.