Tante sono le cose che non andavano in Fiorentina, troppe e ben distribuite in tutte le pieghe della Società. È inutile fare l elenco, è storia passata, speriamo passata per sempre. Tutto deve essere riorganizzato, da come si piegano le maglie, ovviamente è un modo di dire, fino a come dovrebbe comportarsi una Società di calcio, ad esempio  prima e dopo la disputa di una semifinale di Europa League o una finale di Coppa Italia e questo non è certo un modo di dire ma un dato di fatto, quando a una Società di calcio del livello  della Viola capitano certi eventi tutto deve essere curato nei minimi particolari, nulla deve essere lasciato al caso. A Pantaleo su questo nessuno insegna nulla, come a Pradè del resto, lo avessero lasciato lavorare, certi errori non sarebbero stati commessi. Bene quindi l’ esperienza del Corvo, la professionalità e la schiena dritta di Martin Jorgensen e la conferma di Sousa che evidentemente dopo i disastri di quest’ anno con annesse dimissioni una qualche rassicurazione deve pur averla avuta. Ottima quindi la ripartenza e ottimo cominciare dai dirigenti anche se in ritardo come sempre, sono musica le parole del nuovo DG che dichiara torno a Firenze per vincere quel trofeo che non è  arrivato fino ad oggi. Male molto male Cognigni, non è una novità e mi preoccupa  molto, dopo le parole rassicuranti di Corvino, la conferma di Sousa, l’ arrivo di Freitas mi aspettavo che il Presidente garantisse investimenti almeno per un paio d’anni, non certo la solita supercazzola sul fair play finanziario e l’ autofinanziamento. Vorrei sorvolare poi sulla frase ripetuta più volte da Cognigni “non ci faremo trovare imreparati”, ma non ci riesco. Non capisco questo gesto di sfida dopo essere stati lo zimbello di tutti, non capisco questa arroganza, avrebbe dovuto avere un profilo basso condito da un nuovo  entusiasmo e invece…! Vorrei a tal proposito ricordargli Salah e Benalouane due figurette della stessa medaglia e della sua Presidenza…alla prossima.

Alessandro Taddei

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