5 Agosto 2021 · 01:46
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Sottil: “Voglio essere un titolare e ripagare la Fiorentina della fiducia. La 7 di Ribery? Mi piacerebbe”

"Italiano è un martello. A Cagliari sono cresciuto"

sottil
Foto dal profilo social della Fiorentina

Oggi al termine della seduta mattutina della Fiorentina a Moena, in conferenza stampa si è presentato Riccardo Sottil:

Nell’ultima partita hai fatto un’azione di grande sicurezza. Quanto sei cambiato a Cagliari, quanto pensi di poterti impossessare di questo ruolo? Visto che parti titolare…

L’anno a Cagliari mi è servito moltissimo, ho avuto un tecnico molto bravo come Di Francesco, mi ha voluto fortemente e fatto giocare con continuità. Poi ho avuto un infortunio che non mi ha permesso di aiutare i miei ex compagni, ma giocando trovi condizione e sicurezza nei mezzi. Riguardo all’azione anche se l’avversario non aveva un livello altissimo, quando vado in campo sono spensierato e provo a fare giocate. Se c’è da farla la faccio. Ora lavoriamo con il nuovo mister, sta chiedendo concetti a noi nuovi. Ha portato nuovi pensieri, che come detto nella serata al Viola Village questo negli anni precedenti è mancato. Avevamo mister che chiedevano altre cose e quindi siamo molto entusiasti di mister Italiano.

Hai parlato di fiducia, credo sia fondamentale nel vostro lavoro. Sul campo sembra ci sia una bella intesa con Vlahovic, è così?

Io e Dusan ci conosciamo ormai da tanti anni, ci siamo incrociati quando io ero in Primavera, sono 2/3 anni che ci conosciamo. Abbiamo un buon rapporto anche fuori dal campo e quello di sicuro aiuta moltissimo anche nelle intese nel campo da gioco. Sicuramente la società controriscattandomi ha fatto un atto di grande fiducia, sono contento ed entusiasta di ripartire qui a Firenze, spero di ripagarla con tanto lavoro. Poche parole e tanto sul campo.

Che cosa ti sta chiedendo Italiano? In cosa Sottil è migliorato dal punto di vista tecnico a Cagliari?

Dal punto di vista tecnico c’è sempre da migliorare, soprattuto io che ho 22 anni. Nella malizia dai più grandi, inizi a curare ogni dettagli. Italiano chiede un gioco offensivo, chiede grande pressing in avanti, verticalizzazioni, gioca all’attacco. Come tutti i mister si difende bene ed attacca ancora meglio, chiede tanto di svariare. Da esterno posso dire che ti diverti molto anche con le esercitazioni in allenamento, c’è una bella intesa.

Si vede quanto sei migliorato. Sei giovane ma è finita un po’ la storia della Primavera, sei un giocatore fatto. A questo punto ti senti di lottare davvero per una maglia?

Ogni allenamento cercherò di mettere il mister in difficoltà perchè l’obiettivo di ogni giocatore è sempre partire negli 11 titolari, quest’anno è un mio obiettivo esserlo.

Ti pesa sentirti dire che sei l’erede di Federico Chiesa?

Questa domanda me l’hanno fatta anche negli anni passati, ti dico di no perchè ogni giocatore è diverso dall’altro, non è una cosa che mi turba. Con Chiesa ho avuto un bel rapporto qui a Firenze.

Frasi come “Se ci alleniamo così Mourinho vince con la sigaretta in bocca” ecc.. per il gruppo sono uno stimolo? 

Il mister sicuramente quando fa quelle simpatiche battute in campo cerca di spronarci, di tirare fuori il meglio da ognuno. Italiano è un bel martello, è schietto e questo un giocatore lo apprezza tanto. La rifondazione della Nazionale dal fallimento alla vittoria del’Europeo vuol dire che i talenti ci sono. Non sempre bisogna cercarli all’estero.

Dal punto di vista numerico ti sei posto un obiettivo in gol e assist? Concorrenza uno stimolo?

Ogni anno non dico mai numeri, il mio obiettivo è fare il massimo possibile per vincere. Sana concorrenza c’è sempre, è uno stimolo. Importante non ci siano cose tra i giocatori.

Fiorentina-Napoli 3-4, Vlahovic-Chiesa-Castrovilli, ci scipparono primo tempo e partita. Ci regalaste uno spettacolo. Si può ripartire da lì?

Non posso scordare, quella era la mia prima partita da titolare, prima anche dell’era Commisso con una cornice di pubblico fantastica. Sicuramente cercheremo di proporre un gioco divertente perchè attraverso quello si portano a casa risultati. Cercheremo di dare il massimo ogni domenica.

Come hai vissuto l’Europeo? C’è un compagno con cui ti trovi ad occhi chiusi?

Ero il primo tifoso dell’Italia. A Firenze c’è sempre stato un bel gruppo sereno, quest’anno si respira una bella aria, una grande intesa, tutti dei bravissimi ragazzi.

Hai tanti numeri in mente per la maglia, c’è anche la 7 di Ribery? Quanto hai appreso da lui?

Con Franck avevo un gran rapporto mi parlava sempre, abbiamo fatto cene insieme. Oltre che un gran campione, con lui mi son trovato bene, grande persona. Quella maglia, la 7, fa gola, l’ha indossata Ribery ed è un numero bellissimo che ho avuto anche nelle giovanili. Sarebbe bello prenderlo ma vediamo.

L’Europeo Under21, eri la stella ma non sei riuscito a giocarlo per infortunio come volevi. Che cosa ti ha lasciato?

Sicuramente delusione tanta, facendo quella rimonta e poi nei minuti finale prendere quei gol dà una mazzata. Quell’Europeo l’ho fatto di rincorsa, a Cagliari sono rientrato all’ultima giornata e non stavo benissimo, mi gestivano con terapie. Ho fatto di tutto per arrivarci, l’obiettivo era rientrare. Con il Portogallo purtroppo l’espulsione ci ha penalizzati, hanno grande qualità, grande rammarico ma sogno un giorno di vestire la maglia della Nazionale maggiore.

 

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