Se Vanoli spera a Verona di ripartire dal Dodo lasciato prima della sosta, il ds della Fiorentina Fabio Paratici nel frattempo sta chiudendo il cerchio con l’entourage per il rinnovo. La situazione ereditata dal ds era tutt’altro che semplice e per certi versi anche di difficile risoluzione. Con Pradé, nei mesi scorsi, era andato in scena un lungo braccio di ferro che aveva allontanato le parti. La Fiorentina era convinta che la proposta di rinnovo, formulata ormai nell’autunno del 2024 a 2 milioni avrebbe accontentato il calciatore, mentre l’entourage del giocatore non rispondendo mai positivamente all’offerta e faceva sapere che la mossa era stata tardiva e che un terzino come Dodo meritasse un trattamento diverso. Uno stand by anche lungo e fatto di freddezza da cui Paratici è ripartito.
Sul piatto l’intesa viaggia sulle cifre proposte in passato, ma la sensazione è che il nuovo corso possa portare alla fumata bianca attesa, conveniente a tutte le parti in vista dell’estate. Dodo, che ha il contratto in scadenza nel 2027, senza rinnovo diventa appetibile per tanti club, italiani e esteri, e la cifra che i viola potrebbero richiedere difficilmente supererebbe i 15 milioni di euro. Viceversa, con un rinnovo siglato, la Fiorentina avrebbe più forza in sede di trattativa in caso di cessione, potendo alzare il tetto della richiesta anche sopra i 20 milioni di euro. Il calciatore, di fronte a offerte importanti, potrebbe aprire alla cessione non è mistero il flirt passato tra Dodo e Flick del Barcellona, mentre molto dipenderà anche dal nuovo tecnico. Un profilo come De Zerbi, che ha lanciato il brasiliano allo Shakhtar potrebbe significare anche conferma, magari unito a un progetto di crescita. Lo scrive Repubblica.
