La partita di ieri contro il Lecce ha lasciato più di un’amarezza in casa viola, ma al di là del risultato, a far discutere è stato, ancora una volta, il comportamento del capitano, Ranieri.
Un capitano, per definizione, dovrebbe rappresentare equilibrio, lucidità e rispetto: verso i compagni, gli avversari e soprattutto verso gli arbitri. Purtroppo, quello che abbiamo visto ieri è stato l’ennesimo episodio che va in direzione opposta.
La scenata di Ranieri in occasione del rigore ,con tanto di corsa verso il monitor del VAR e frasi come “Te lo giuro su mia mamma”, “Mi ha toccato, è fallo”, e perfino “Se non fischia il rigore faccio un casino” ,non è un atteggiamento da capitano. È l’immagine di un giocatore nervoso, che dimentica il ruolo e la responsabilità che indossa sul braccio.
È vero: il capitano non lo scelgono i tifosi. È una decisione che spetta alla società, alla squadra e all’allenatore. Ma è altrettanto vero che la fascia va onorata con comportamenti all’altezza, perché chi la indossa rappresenta un’intera piazza, una storia, una tifoseria. E la tifoseria, oggi, è stanca di certi atteggiamenti.
Non è la prima volta che Ranieri finisce sotto i riflettori per reazioni sopra le righe. E a lungo andare, questo logora il rapporto con l’ambiente. I fiorentini vogliono un capitano che trascini con l’esempio, non con le polemiche.
Serve autocontrollo, serve maturità. Perché la fascia non si merita solo con le prestazioni in campo, ma con l’atteggiamento.
Ranieri dovrebbe guardare a chi, in passato, quella fascia l’ha indossata e l’ha davvero onorata: uomini come Pasqual, Dainelli, Frey, Astori, Batistuta e tanti altri che hanno rappresentato la Fiorentina con orgoglio, serietà e rispetto. Quelli erano capitani veri, leader silenziosi ma riconosciuti da tutti, capaci di incarnare lo spirito viola dentro e fuori dal campo.
I tifosi non chiedono la perfezione, ma coerenza e rispetto per quella maglia. E ieri, purtroppo, Ranieri ha dimostrato ancora una volta di non essere all’altezza del ruolo che ricopre.
