“Le critiche possono causare delle problematiche all’interno del gruppo, ma si deve essere un gruppo: squadra, tifosi e giornalisti. Mi piacerebbe che la critica sia costruttiva e che tutti remino dalla stessa parte, in Italia è difficile non essere aggressivi quando le cose non vanno bene. A Chievo era tutto più semplice, i tifosi erano meno ed erano abituati a lottare per la salvezza.
Credo che l’Italia abbia una mentalità distruttiva se non si vince allora è un fallimento. Ci sono tante società che investono tanto e poi retrocedono, retrocedere è un fallimento se non hai le spalle coperte, ma nello sport una squadra deve perdere e questo lo si deve accettare. Per i tifosi, retrocedere in serie B può essere un fallimento, ma per riuscire a ricostruire qualcosa di nuovo, può esser anche l’inizio di un nuovo corso. La Fiorentina può aver avuto un anno difficoltoso, ma quello che porta a queste decisioni e questa mentalità è l’Italia dove la vittoria è l’unica cosa che conta”.
“Nella lotta salvezza la Fiorentina è quella che rischia di meno, ma se si trova lì, qualche problemino può averlo. Quando l’ho vista non mi è nemmeno dispiaciuta i giocatori ci sono, però a volte non sono solo i giocatori, ma c’è quel qualcosina in più, alla fine riuscirà a salvarsi. Tra le tre squadre, la Cremonese è quella che è più in difficoltà, sono tutte lì e ora diventa complicato dare un giudizio perché le partite sono tante ci sono tanti punti e può accadere di tutto.
La Cremonese è partita bene, ma quando poi non vinci più è difficile rialzarsi, ed è difficile tornare a vincere, mentre la Fiorentina viceversa è partita malissimo ma poi si è ripresa, quindi tra le due, preferirei partire male e poi finire bene”.
