Era il 1920, quando un pasticcere di un piccolo paese in Germania costruì un quadro fatto di cartone, all’interno del quale incise 24 caselle e le riempì con forme di cioccolato raffiguranti motivi natalizi. Nacque così il “Calendario dell’avvento” che serviva, appunto, a tenere il conto dei giorni che separavano i bambini dal tanto agognato Natale, deliziandoli con una dolce sorpresa tutte le mattine.

Come successo per altre usanze allogene, questa invenzione tedesca è piaciuta talmente tanto che negli anni si è diffusa anche in Europa, Italia compresa. Non c’è dubbio, infatti, che tra una settimana sugli scaffali di tutti i supermercati più importanti compariranno questi variopinti calendari e siamo sicuri che molte nonne ne acquisteranno uno per i propri nipoti.

Già, il problema, però, è che qualche nonna a volte, non essendo esperta di marche di cioccolata, porta a casa uno di quei prodotti provenienti da “chissà dove”, luogo in cui il cacao probabilmente viene sostituito da un più economico uranio in polvere, con il risultato che i dolcetti contenuti nelle finestrelle finiscono direttamente nel sacchetto dell’umido. Niente di irreparabile, sia chiaro, tuttavia in casi come questi l’attesa del Natale diventa sicuramente meno golosa.

Ebbene, sembra proprio che la Fiorentina abbia già ricevuto il suo “Calendario dell’avvento” e, purtroppo, quest’anno “Nonna Serie A” si è dimenticata gli occhiali a casa prima di recarsi al supermercato. Dopo il match contro l’Empoli, infatti, Inter, Palermo, Sassuolo, Genoa, Lazio e Napoli saranno le squadre con cui la Fiorentina dovrà avere a che fare dal 28 novembre a Natale.

Ci chiediamo se i viola, per fare contenta la “nonna”, riusciranno a mandare giù tutti questi bocconi che renderanno le settimane dell’avvento sicuramente molto affascinanti, ma anche piuttosto difficili da digerire, un po’ come un calendario ben decorato e variopinto, che contiene però cioccolatini scadenti.

Tommaso Fragassi

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