La sorpresa nell’undici di partenza di questo pomeriggio contro il Milan potrebbe essere Manor Solomon. L’esterno israeliano, nell’ottica anche di una rotazione della rosa che è giunta alla terza partita della settimana, sembra ormai pronto per il suo debutto da titolare con la Fiorentina dopo gli spezzoni di gara più che convincenti contro Cremonese e Lazio e l’appuntamento con un Milan apparso scarico col Genoa (e atteso dal recupero in campionato col Como) potrebbe essere l’occasione per provare soluzioni nuove. Che oltre all’impiego dal 1′ dell’ex Tottenham potrebbero prevedere anche un cambio di modulo.
Sia chiaro , la difesa a quattro resta il perno centrale attorno a cui Vanoli continuerà a lavorare e la società, al contempo, imposterà sia il mercato in entrata che quello in uscita però dalla mediana in su non sono esclusi correttivi. Come per esempio oggi, dove il tecnico potrebbe riproporre (ma stavolta dall’inizio) quel 4-2-3-1 evocato qualche giorno fa e visto all’opera solo per porzioni ridotte di tempo. Un assetto che, in fase di ripiegamento, diventa 4-4-2, in grado quindi di garantire la giusta copertura alla difesa. Davanti a De Gea, dunque, spazio ancora al quartetto difensivo visto mercoledì a Roma (Dodo e Gosens sulle fasce assieme a Comuzzo e Pongracic centrali) e ad un centrocampo costituito da Fagioli e Mandragora.
Out, dunque, Ndour, apparso in evidente calo all’Olimpico. Sulla trequarti poi spazio alla fantasia, con il già citato Solomon a sinistra, Gudmundsson al centro e Parisi riproposto ancora una volta esterno a destra. Davanti, dopo due panchine di fila, toccherà di nuovo a Kean sostenere tutto il peso dell’attacco: la punta ha smaltito i problemi alla caviglia e in settimana si è allenato sempre al meglio. Out dai convocati (attesti stamani) Dzeko e gli altri elementi in odore di addio. Lo scrive La Nazione.
