Il Re Leone è pronto a guidare il carro armato. Scena forte, mutuata dalle parole di Fabio Paratici nel corso della sua presentazione di giovedì scorso. Dove per Re Leone ha inteso Paolo Vanoli, condottiero del presente e chissà se anche del futuro. Tema che adesso però non appassiona nessuno. Né il nuovo direttore sportivo e nemmeno lo stesso allenatore. Che sa benissimo di giocarsi la panchina viola del rilancio nei prossimi mesi. Ma già questa considerazione porta fuori la testa dal carro armato. E allora guai. Elmetto in testa e via alla guida di una squadra che dovrà essere compatta, cinica e vogliosa di ottenere i tre punti a ogni costo. Caratteristiche che spesso sono mancate, pur negli ultimi tempi giocando un discreto calcio, infarcito però di errori individuali in fase difensiva da matita rossa. Vanoli lo sa, ha lavorato una settimana intera a curare i dettagli.
Da Napoli è tornato con un paio di problemi da dover risolvere. Il primo lo abbiamo già sottolineato, il secondo è più tattico. Perché anche il Torino – non ci sono dubbi – sacrificherà un uomo sulle tracce di Fagioli. Ed è intorno a questo argomento che si è snodata la settimana al Viola Park. Creare alternative, non solo per quanto riguarda i movimenti di Nicolò per smarcarsi senza palla, ma anche per palleggiare e costruire con qualcun altro (l’impressione è che si possa leggere alla voce Gudmundsson, ma lo vedremo in campo).
Il monito di Paratici è stato chiaro anche per i calciatori. Fare una cosa bene non vuol dire farla al massimo del proprio potenziale. Fotografia che racchiude la stagione della Fiorentina, almeno nell’ultima parte. Messaggio valido per tanti, compreso quel Moise Kean che ha ritrovato il direttore sportivo che ha incrociato per la prima volta da bambino. I due sono fondamentalmente cresciuti insieme. Si sono parlati nelle ultime ore, dentro il centro sportivo di Bagno a Ripoli tutti sanno che rimettere in bolla Moise (fisicamente e mentalmente) vorrebbe dire risolvere in un colpo solo un sacco di problemi. E Vanoli è pronto a rimandarlo in campo dal primo minuto, aggrappandosi alla fame del suo centravanti (come lui farà Gattuso in ottica playoff Mondiale).
Nel personale duello con Baroni, il tecnico della Fiorentina deve ancora vincere la prima partita. Lo scorso anno un pari con il Toro all’Olimpico contro la Lazio (1-1), al ritorno invece la sconfitta interna per 2-3. A proposito del Toro. Un anno intenso quello di Vanoli sulla panchina granata. Apprezzato da tanti, criticato da qualcuno come spesso accade. Poco supportato, probabilmente, a livello di mercato nello scorso inverno quando perse Zapata per un grave infortunio. Una storia che poteva andare diversamente. Ma ora l’elmetto è calato sulla testa. Il Re Leone è alla guida del carro armato viola. Lo scrive La Nazione.
