Paolo Vanoli la porticina della speranza la terrà aperta fino alla rifinitura di oggi, quando con ogni probabilità Moise Kean proverà ad aggregarsi al resto dei compagni. La sua presenza dal 1′ minuto contro il Parma sarà decisa dunque a ridosso di una partita diventata (purtroppo) fondamentale nella bagarre salvezza. Anche nell’allenamento di ieri Moise ha svolto un lavoro differenziato volto al recupero del problema alla tibia.
E’ una situazione da gestire nel tempo, difficile che nel breve si arrivi a mettere un punto definitivo. La Fiorentina lo sta facendo già da qualche settimana, lo farà anche lo staff della Nazionale in ottica play off Mondiale, perché di certo Moise farà parte dell’elenco dei convocati di Gattuso. Tornando alla sfida di domani, molto dipenderà dalle sensazioni dell’attaccante. Lui che a inizio settimana si era detto possibilista per essere in campo già contro il Parma. Se nel corso della settimana Roberto Piccoli si è allenato come se dovesse giocare titolare, tutti in casa viola sanno che centrare la salvezza con un Kean in discrete condizioni sarebbe più facile.
Lo dicono i numeri. Con lui in campo la Fiorentina in campionato ha vinto 4 delle 5 partite totali (solo a Bologna il centravanti gigliato non c’era). Di più, ha segnato in tutte e 4 le partite vinte (Udinese, Cremonese, Como e Pisa). Pur lontano dal rendimento dello scorso anno (a questo punto del campionato aveva fatto 15 gol) il suo status è ancora di gran lunga più pesante di quello di Piccoli. Che dalla sua ha senz’altro un’attitudine maggiore a dialogare con i compagni, ma all’atto pratico ha segnato solo 2 volte in campionato, contro le 8 di un Kean dimezzato rispetto alla gestione Palladino. Lo sa Vanoli, lo sanno tutti. Per questo intorno alla tibia di Moise si sta lavorando con attenzione. Nella volata finale con lui a pieno regime sarà un po’ meno complicato salvarsi. Lo scrive La Nazione.
