10 Gennaio 2026 · Ultimo aggiornamento: 00:02

Labaro viola: il mondo viola minuto per minuto
Naomi Smith, la “Diletta Leotta” della Coppa d’Africa: quando il calcio diventa cornice e non più contenuto

Approfondimenti

Naomi Smith, la “Diletta Leotta” della Coppa d’Africa: quando il calcio diventa cornice e non più contenuto

Francesco Pistola

8 Gennaio · 14:47

Aggiornamento: 8 Gennaio 2026 · 14:47

Condividi:

Dai meme ai follower: quando la viralità e l’estetica contano più del giornalismo

Non servono gol, non servono schemi, non servono analisi tattiche.

Nel calcio moderno, a volte, basta una faccia giusta al momento giusto.

È il caso di Naomi Smith, giornalista/conduttrice diventata in poche ore la cosiddetta “Diletta Leotta della Coppa d’Africa”. Un’etichetta che dice già tutto: non parla del suo lavoro, non racconta la sua competenza, ma la colloca immediatamente in una categoria ben precisa. Quella della bellezza virale.

Dai meme al boom social

Tutto nasce come spesso accade oggi:

qualche inquadratura durante la Coppa d’Africa,

qualche meme prodotto dal web,

qualche confronto forzato con volti già noti della TV sportiva europea.

Risultato?

Un’esplosione virale talmente potente da spingere Naomi Smith ad aprire un account Instagram, che nel giro di pochissimi giorni raccoglie migliaia di follower. Non per un’inchiesta, non per un approfondimento, non per un racconto esclusivo dal campo. Ma per l’immagine.

Ed è qui che il discorso smette di essere leggero.

Il calcio raccontato non vince più sul calcio mostrato

Il punto non è Naomi Smith.

Lei, anzi, fa quello che oggi chiunque farebbe: cavalca l’onda. Sarebbe ipocrita chiedere il contrario.

Il punto è il sistema.

Un sistema in cui:

  • la bellezza femminile precede la parola
  • l’estetica anticipa il contenuto
  • la viralità conta più della competenza

Nel calcio di oggi spesso non importa cosa dici, ma come appari mentre lo dici.

E questo vale soprattutto per le donne, intrappolate in un meccanismo che sembra offrire visibilità, ma in realtà decide lui i confini.

Giornalismo sportivo o intrattenimento travestito?

La domanda, allora, è brutale ma necessaria:

stiamo ancora parlando di giornalismo sportivo?

Perché se una figura diventa centrale:

  • prima per i meme
  • poi per i follower
  • infine per l’algoritmo

e solo dopo – forse – per quello che racconta, allora il calcio diventa sfondo, non più protagonista.

La partita scorre dietro.

L’immagine resta davanti.

Una vittoria apparente

Naomi Smith vince in termini di numeri, esposizione, popolarità.

Ma il sistema perde.

Perde perché manda un messaggio chiarissimo:

nel calcio moderno la bellezza non accompagna il racconto, lo sostituisce.

E finché continueremo a confondere l’attenzione con il valore, i meme con il merito, Instagram con l’autorevolezza, il rischio sarà sempre lo stesso:

un calcio sempre più guardato, sempre meno capito.

Francesco Pistola

LA CHIAMATA DI COMMISSO: “VITTORIA FONDAMENTALE, GRAZIE AI TIFOSI PER IL SOSTEGNO! ORA TESTA ALLA LAZIO”

La chiamata di Commisso: “Vittoria fondamentale, grazie ai tifosi per il sostegno! Ora testa alla Lazio”

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Testata giornalistica | Autorizzazione Tribunale di Firenze n.6004 del 03/11/2015
Edimedia editore | Proprietario: Flavio Ognissanti | P. IVA: IT04217880717
CHI SIAMO

© Copyright 2020 - 2026 | Designed and developed by Kobold Studio