C’è un dato che più di ogni altro racconta le difficoltà della Fiorentina in questa prima parte di stagione: 11 punti persi nell’ultima mezz’ora di gioco. Un numero pesante, che evidenzia un calo evidente nell’ultimo terzo di gara e che oggi incide in maniera determinante sulla classifica e sulle ambizioni del club.
I viola hanno lasciato punti preziosi contro Cagliari, Como, Milan, Genoa, Verona e Lazio, partite nelle quali la squadra non è riuscita a gestire il vantaggio o a mantenere equilibrio e lucidità nei momenti decisivi. Una tendenza preoccupante, che mette in luce una fragilità strutturale soprattutto quando servirebbero nervi saldi, concentrazione e massima applicazione.
Nella fase iniziale della stagione, questi cali erano stati spesso ricondotti a una condizione fisica non ottimale, con la squadra che faticava a reggere l’intensità fino al 90’. Nell’ultimo periodo, però, il problema si è trasformato: nelle gare contro Verona e Lazio, a pesare sono stati soprattutto errori individuali e dettagli, quelle piccole disattenzioni che a questi livelli fanno tutta la differenza. Il dato resta impietoso e apre a riflessioni profonde. Con quei 11 punti in più, oggi la Fiorentina si troverebbe a quota 24, pienamente in corsa per l’Europa e in linea con le aspettative di inizio stagione. Invece, la classifica racconta un’altra realtà, più complicata e delicata.
Per potersi tirare fuori da questa situazione servirà una crescita netta nel girone di ritorno, soprattutto nella gestione dei momenti chiave delle partite. Migliorare nei dettagli, alzare il livello di concentrazione e ridurre al minimo gli errori individuali diventa fondamentale per invertire la rotta e dare finalmente continuità a un progetto che, finora, non ha reso quanto sperato.
