La Fiorentina ieri ha perso 3-0 a Udine offrendo uno spettacolo a dir poco indecoroso finendo la partita con 0 tiri nello specchio della porta. Tutto ad un tratto la Fiorentina è tornata indietro di un paio di mesi, prima di quella della gara di andata, quando ogni volta che scendeva in campo era prevedibile, lenta e compassata oltre che molto fragile. In effetti tra quella squadra e quella di ieri c’è un minimo comun denominatore: il 3-5-2.
Ieri in maniera abbastanza inspiegabile Vanoli ha scelto di tornare al vecchio modulo. Non è bastato passare dall’ultimo posto ad essere fuori dalla zona retrocessione a Vanoli per capire che il 3-5-2 non funziona. Non è bastato passare da una media punti di 0,4 punti a partita a una media di 1,7 con la difesa a 4 per capire che la difesa a 3 non funziona. Era abbastanza evidente che se c’era una cosa che funzionava era lo schieramento iniziale e che era l’ultima cosa che andava toccata. Eppure senza nessuna motivazione valida si è scelto di tornare al vecchio modulo. Allora vecchio modulo, vecchie prestazioni e vecchio risultato.
A fine partita poi arriva la ciliegina sulla torta del disastro. Quando davanti ai microfoni di DAZN Vanoli esclama: “I calciatori si devono fare un esame di coscienza.” Ovviamente i calciatori sono colpevoli, visto che in campo vanno loro, ma prima di chiedere gli esami di coscienza ad altri sarebbe bene farselo per se stessi quando si è sbagliato di tutto. Tornare alla difesa 3 mettendo Rugani che è in uno stato alquanto precario è stata una follia che la Fiorentina ha pagato caro
