Buona la prima, ma se Firenze vorrà far parte delle cinque città italiane che, assieme ala Turchia, ospiteranno i campionati europei del 2032 il Comune dovrà correre per trovare rapidamente tutti i fondi necessari a ultimare i lavori. Il termine ultimo è fissato per il 31 luglio prossimo, quando la Figc dovrà consegnare le candidature ai vertici UEFA. Ieri a Nyon la sindaca Sara Funaro – accompagnata dalla direttrice generale di Palazzo Vecchio Lucia Bartoli e il responsabile del progetto ingegner Alessandro Dreoni – ha illustrato all’Uefa la ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi. Al tavolo presenti anche i progettisti di Arup, rappresentanti della Fiorentina e per la Figc Antonio Talarico e Giovanni Spitaleri (che per la Federazione seguono le infrastrutture). I rappresentanti dell’organo di governo del calcio europeo sono rimasti ben impressionati dal processo di restauro.
Un incontro “positivo – ha spiegato in una nota Palazzo Vecchio – il primo a cui ne seguiranno altri” dove sono stati spiegati i particolari della ristrutturazione e dei requisiti Uefa che gli impianti devono soddisfare per una manifestazione come il torneo continentale. Chiaritia anche i requisiti EVA (Economic Value Added) ovvero il valore economico che nel tempo potrà garantire lo stadio affinché possano essere sostenuti i tempi di ammodernamento. Spazio anche alla mobilità pubblica che offrirà la città (soprattutto con le nuove tramvie), la ricettività e gli spazi “satellite” che nell’area limitrofa al Franchi potranno accogliere sia la logistica, sia il pubblico che seguirà le partite della competizione.
“Seguiranno altre interlocuzioni – ha ricordato Palazzo Vecchio – fino ad arrivare al momento della presentazione della candidatura di Firenze che sarà con scadenza luglio 2026”. Per questa data, penal l’esclusione, sarà necessario che sia ultimata la progettazione esecutiva del secondo e ultimo lotto di lavori e, soprattutto, che tali interventi siano interamente coperti dai finanziamenti: mancano 55-60 milioni. Lo sviluppo e l’approvazione degli elaborati progettuali non sono un problema per il tempo a disposizione ma individuare tutte le risorse per coprire i costi entro il prossimo luglio è una corsa impegnativa, che prevede diverse strade per raggiungere l’obiettivo.
Il sostegno economico da parte della Fiorentina è una vita, ma su questa ipotesi pende l’aut aut del d.g. viola Alessandro Ferrari, che pochi giorni fa in un’intervista a La Repubblica ha fissato la deadline per un ingresso di Commisso entro la fine del 2025: la Fiorentina, per entrare nella partita, chiede tempi certi di realizzazione dell’impianto (e quindi il cronoprogramma) e il controllo totale dei lavori del lotto 2, ovvero quello da finanziare coi soldi viola. Senza i milioni del patron del club i mutui appaioni come l’unica alternativa (CDP, Bei, Credito sportivo). Non vanno dimenticati inoltre, i 55 milioni che sono tornati a disposizione della Città Metropolitana (prima destinati al Franchi e poi definanziati dal governo).
Questi fondi per adesso sarebbero già a disposizione ma sulla carta: il Comune potrà impiegarli per opere già finanziate con risorse proprie e “dirottare” i soldi risparmiati sullo stadio, ma non tutte queste opere hanno raggiunto l’iter necessario per usufruire dei milioni stanziati. Un puzzle da centinaia di pezzi difficili da incastrare. In mezzo a tutte queste difficoltà perlomeno un ostacolo appare superato: il Parterre di Tribuna che resterà scoperto a causa del no della soprintendenza che ha bocciato l’ipotesi della copertura. Per l’Uefa è sufficiente che sia coperto il 95% del pubblico che siede sugli spalti, come riportato da Il Corriere Fiorentino.
