L’ora delle scelte. Delicata la prima, decisive le seconde come sempre e più di sempre. Milan-Fiorentina alle porte, l’ultimo allenamento al Viola Park (stamani) darà le risposte di cui ha bisogno Pioli per diradare i dubbi che rimangono e per consentirgli di decidere la formazione di partenza da mandare in campo domani contro i rossoneri di Allegri. Su Kean in primis la risposta, la più attesa, la più importante, la più incisiva per spostare i destini della squadra viola, ma non solo sul centravanti sono puntati gli occhi del tecnico parmigiano: difesa, centrocampo, attacco, non c’è settore che rimarrà fuori dalle valutazioni per mettere insieme l’undici di partenza.
Con un’idea soprattutto e sopra a tutti: giocarsela. A San Siro, senza timore e cercando di essere la Fiorentina che non è stata finora sotto il profilo della manovra in qualità e quantità, della continuità di rendimento, della personalità per “stare” in campo novanta e quelli che saranno minuti di recupero. Con un’idea e insieme un’identità, perché solo così può cominciare l’inversione di tendenza di rendimento e nei risultati. E la risalita in classifica. Per questo, tutto messo insieme, Pioli potrebbe e dovrebbe riprendere da dove aveva lasciato, cioè dal 3-4-2-1 con il doppio trequartista: anche questo sarà oggetto di un’analisi definitiva dopo la rifinitura odierna, ma Gudmundsson è tornato rigenerato dalla Nazionale e Fazzini con la Roma ha dimostrato di avere dinamismo e inventiva per aiutare la fase offensiva. Doppio trequartista e unica punta di riferimento: Kean se sarà Kean al via libera del provino oppure Piccoli.
Occhi sul centrocampo, il reparto più “incerto” perché in qualche modo legato all’attacco e se Pioli – che più di una soluzione differente ha provato al centro sportivo nei giorni della sosta – al tirare delle somme dovesse optare per una Fiorentina diciamo un po’ più attenta, allora lì dentro ci sarebbe un elemento in più per passare al 3-5-1-1. Detto che la variabile che sposterebbe la questione si chiama Fagioli, intanto, si riparte non solo nel sistema, ma anche negli interpreti: Dodo e Gosens sulle fasce, Nicolussi Caviglia e Mandragora in vantaggio su Ndour che però è tutto tranne che tagliato fuori dalle scelte. La difesa infine a protezione di De Gea: Pongracic ha smaltito velocemente e bene i problemi fisici che si era portato dietro dalla Croazia ed è pronto a prendersi il posto sul centrodestra (alternativa Comuzzo) per completare la linea a tre con Pablo Marí e Ranieri. Ma per tutto decide la rifinitura di oggi. Lo scrive il Corriere dello Sport
