La Gazzetta dello Sport si concentra su Albert Gudmundsson, un giocatore che alterna momenti in cui sembra svanire a fasi in cui risulta decisivo, come quando è glaciale dal dischetto o contribuisce a un gol, come nel recente caso di Ndour contro l’Inter.
Nonostante le prestazioni raramente siano state del tutto convincenti, i numeri parlano chiaro: 6 assist e 9 reti complessive, di cui 5 in Serie A (contro Bologna, Genoa, Udinese, Lazio e Cremonese) e 4 in competizioni europee, in 2.231 minuti giocati. Ha già superato i gol della scorsa stagione (8) e raddoppiato il numero di assist.
Un altro elemento positivo è il suo buonumore e la serenità, evidenti sia in campo tra scherzi con i compagni sia sui social. Eppure intorno a lui persiste una sorta di “deserto dei Tartari”: un’attesa costante fin dal suo arrivo in città. Vanoli lo ha elogiato pubblicamente, ma non ha esitato a punzecchiarlo, chiedendogli di assumere il ruolo di trascinatore della squadra.
