“La Gazzetta dello Sport” fa il punto su Nicolò Fagioli, commentando che potrebbe essere lui la vera sorpresa della gara di San Siro di domenica contro il Milan e che quindi potrebbe giocare contro il suo idolo, Luka Modric. Nicolò è stato guidato in campo e fuori, anche nei momenti difficili, da Massimiliano Allegri, che siede nuovamente sulla panchina rossonera. Chiaro che per il numero 44 viola questa sfida riveste un’importanza particolare. Marcare Modric gli darebbe parecchi stimoli e ritrovata fiducia. Perché ultimamente le prestazioni di Fagioli, sul quale la dirigenza viola ha investito forte, non sono state eccellenti.
Anzi.In questi dieci giorni di pausa per le Nazionali, Nicolò ha lavorato molto bene, deciso a riprendersi quel posto di titolare che era stato suo nel playoff di Conference contro il Polissya e anche nella prima giornata del tabellone contro il Sigma Olomouc. In campionato è stato titolare a Cagliari, senza mai uscire dal campo, è entrato dopo l’intervallo per Sohm in trasferta contro il Torino, è stato riproposto dal via contro il Napoli, uscendo dopo 65 minuti perché non convinceva affatto. Contro il Como si è dovuto accontentare di 28 minuti nella ripresa. Mentre a Pisa è rimasto in panchina, sovrastato nel ruolo di regista da Hans Nicolussi Caviglia. Anche contro la Roma niente da fare. L’espressione di Fagioli a Pisa all’uscita dagli spogliatoi non era certamente quella di un ragazzo felice. Ma Pioli, che sa come entrare nella testa dei ragazzi che allena, non può fare sconti. Soprattutto in un momento in cui la squadra è palesemente in difficoltà.
Fagioli potrebbe chiedere una prova d’appello contro il Milan. Sogna e spera di essere riabilitato e di potersi giocare la grande occasione agendo uomo a uomo contro il suo idolo croato. Se Pioli confermerà il 3-5-2 questa possibilità è più che concreta, col centrocampista piacentino a fare la mezzala, come Mandragora, ai lati di Nicolussi Caviglia e col compito di sporcare le giocate dei rossoneri e di recuperare palloni, dote che gli si riconoscere da sempre. Ma anche di proporsi in fase offensiva lasciando a Gudmundsson il compito di seconda punta accanto o dietro Piccoli. Fagioli ha le qualità per riprendersi la Fiorentina, ma soprattutto per aiutarla a riprendersi.
