Non è la prima volta che Luca Ranieri e Rolando Mandragora si scoprono belli di notte, o più semplicemente decisivi in Europa, ma stavolta i loro nomi sul tabellino dei marcatori della sfida allo Jagiellonia fa un certo effetto. Perché fino a oggi la critica non è mai stata troppo tenera, soprattutto nei confronti del difensore, e perché per entrambi aver determinato l’ultima gara europea ha il sapore della rivincita. Magari non propriamente per Mandragora, comunque nel gruppo dei titolari fin da inizio stagione, ma certamente per Ranieri, uno che tra fascia di capitano e maglia da titolare nel giro di poche settimane aveva praticamente perso tutto. «Luca ha passato un periodo non semplice — ha raccontato l’allenatore viola Vanoli nel dopo gara di giovedì — anche quando gli ho detto che non avrebbe più avuto la fascia ha saputo abbassare la testa, mettersi a lavorare e pensare solo al bene della Fiorentina». Un bell’attestato di stima per un difensore scivolato nelle gerarchie di formazione anche per il troppo nervosismo in campo, oggi tornato alternativa più che valida alla luce delle ultime due uscite.
Già, perché la buona prova di Byalistok, con tanto di gol a distanza di quasi un anno dall’ultimo centro europeo (realizzato a Siviglia contro il Betis nella semifinale poi persa della passata edizione di Conference League) arriva a stretto giro di posta da un’altra buona prestazione come quella di Como. Adesso che in difesa l’attenzione si è già spostata su Rugani, rimasto al Viola Park anche in questi giorni per proseguire sulla strada del recupero dall’infortunio, Ranieri è sì pronto a tornare al suo posto, ma anche a mettersi a disposizione del tecnico se poi alla fine l’ex Juventus non fosse pronto per esordire con il Pisa. Insomma una certezza in più per Vanoli, che in vista di lunedì dovrà invece sopperire all’assenza di Mandragora.
A differenza del difensore centrale il centrocampista è sempre rimasto una prima scelta, pur offrendo un rendimento diverso rispetto alla passata stagione. Nonostante qualche momento difficile, coinciso con più di una sconfitta, Mandragora non ha però dismesso i panni del leader, mantenendo una maturità che anche a Como ha messo a disposizione dei compagni. Lo sa bene Kean cui aveva concesso il rigore da calciare al Sinigaglia, o Piccoli che ha potuto segnare il definitivo 3-0 in Polonia, ma più in generale tutto lo spogliatoio, nel quale Mandragora è considerato un capitano aggiunto. Con un rinnovo già stipulato, e con più di una voce su un presunto addio finita ormai nel dimenticatoio, Mandragora ha confermato anche in Europa come la vecchia guardia abbia ancora valori importanti da trasmettere ai più giovani, e con il nono centro europeo messo a segno su punizione (il primo in Conference League in questa stagione e celebrato dall’Uefa come tra i migliori del turno europeo) è diventato il centrocampista con il maggior numero di reti in questa competizione, nonché il giocatore della Fiorentina con più presenze in Europa (33 come Tomovic). Numeri che certificano un ruolo che non sarà semplice da sostituire lunedì nella sfida fondamentale al Pisa, e che torneranno certamente utili non appena Mandragora, e Ranieri, dovessero tornare in campo da titolari, magari per proseguire la corsa in Conference League. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
