Mettiamola così: non sarà un match point (giusto per restare in tema con la giornata di ieri), ma per la Fiorentina la gara di oggi è un’occasione enorme per chiudere quasi definitivamente i conti nella rincorsa alla salvezza.
Anche questo fine settimana infatti è stato un concentrato di buone notizie. Due su tutte: le sconfitte della Cremonese col Cagliari e del Lecce col Bologna. Un altro turno sta per andare in archivio insomma e male che vada il vantaggio sulla zona retrocessione (+5) resterà lo stesso. Vincere invece, vorrebbe dire salire a +8. Una specie di palla per archiviare il set quindi, sul proprio servizio, e contro una Lazio sicuramente pericolosa ma che sul piano delle motivazioni non dovrebbe aver la stessa spinta dei viola. Teoria da tradurre in pratica però e con questa squadra, ormai si sa, meglio andarci cauti.
Lo dice la storia di questa stagione e le ultime uscite (Verona e Londra) di sicuro non hanno portato con sé sensazione chissà quanto positive. Anzi. Anche al Bentegodi infatti, pur avendo portato via tre punti pesanti un quintale, Kean e soci sono parsi tutto fuorché brillanti. Come se la sosta avesse lasciato nelle gambe degli uomini di Vanoli un po’ di ruggine.
E pensare che doveva servire per recuperare gli infortunati, per poi presentarsi sul rettilineo finale tirati a lucido. È successo esattamente il contrario. Nessuno degli acciaccati più o meno gravi si è presentato puntuale alla ripresa e così, invece che con tutta la rosa a disposizione, il mister si è ritrovato in perenne emergenza. Prendiamo la gara di oggi e una situazione, tra centrocampo e attacco, a dir poco complicata.
Manca Fagioli, e il probabile rientro di Mandragora non vale come compensazione. Perché l’ex Udinese non ha assolutamente le stesse caratteristiche del 44 e non a caso, la Fiorentina, sul piano del gioco e della produzione offensiva è ormai dipendente dal suo (unico) regista. Non solo. All’assenza di Fagioli infatti si unisce anche quella di Gudmundsson che, pur non offrendo praticamente mai un rendimento all’altezza, è comunque un altro che per qualità e talento può inventarsi qualsiasi cosa, e in ogni momento. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
