La domanda (inevitabile) che tutti si pongono però adesso è: cosa succederà alla Fiorentina? Nessuno tra i viola, al momento si sbilancia. Ma tutti fanno riferimento alle già citate parole di Joseph: «Proteggeremo ciò che hai costruito». Una sorta di dichiarazione d’intenti nata per onorare la memoria di Rocco. Gestire la Fiorentina da oltre oceano non sarà uno scherzo, la stagione in corso da questo punto di vista parla chiaro. L’arrivo ormai imminente di Paratici però tranquillizza tutti: l’ex Juventus è un manager di fama e curriculum, perfettamente in grado di mettersi a capo dell’area tecnica viola. Al resto penseranno l’a.d. Mark Stephan e il d.g. Alessandro Ferrari, già da tempo fido rappresentante della proprietà viola in Italia.
Il club, come noto, non ha un euro di debito con le banche e da tempo parla con il Comune per trovare la quadra economica sul restyling del Franchi: anche da questo punto di vista, Catherine avrà un ruolo fondamentale (ha un ottimo rapporto con la sindaca Funaro e ha lavorato per far vincere la diplomazia). Non è un mistero però che un asset come lo stadio (magari con una concessione a 50 anni) aumenti il valore, il prestigio e l’appetibilità del club sul mercato. In più c’è da salvare la squadra e da organizzare il centenario: i Commisso insomma, hanno ancora obiettivi da raggiungere. E anche per questo, almeno per il momento, sembrano determinati ad andare avanti. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
