Ci ha provato in tutti i modi. Perché è consapevole di quanto sia delicato il momento e perché, nonostante numeri e prestazioni non siano ancora eccezionali, sentiva e sente di aver comunque intrapreso la strada giusta. Per questo sabato era particolarmente contrariato e per questo, a solo cinque giorni da quella brutta storta alla caviglia, Albert Gudmundsson già ieri ha fatto di tutto per allenarsi in gruppo. In testa una pazza idea: mettersi a disposizione addirittura per la sfida di domani col Como. Il fatto che l’infortunio fosse meno grave del previsto insomma, lo aveva convinto a tentare. Alla fine però si è dovuto arrendere a un dolore ancora troppo forte per permettergli di giocare e, soprattutto, di farlo senza troppe limitazioni.
Il precedente di Kean poi, la partita di Parma giocata con le infiltrazioni e il calvario che ne è seguito, ha fatto il resto. Meglio lasciar perdere, non correre (di nuovo) quel rischio, e mettersi al lavoro per riuscire a esserci nello scontro diretto di settimana prossima col Pisa. Obiettivo nemmeno così scontato, ma certamente più alla portata. Salvo clamorose sorprese dalla rifinitura di oggi quindi, il mister dovrà domani dovrà fare a meno del suo numero 10 e sono due le ipotesi possibili: riproporre Parisi alto a destra o, come nel secondo tempo col Toro, lanciare Harrison per quello che sarebbe il suo esordio da titolare in campionato. Per il resto, con Solomon confermatissimo, la formazione dovrebbe essere più o meno la stessa di sette giorni fa con Gosens ancora non al 100% e a rischio panchina per la seconda di fila. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
