«Il Viola Park? L’ha voluto mia moglie». Catherine, Catherine, Catherine. Rocco Commisso non perdeva occasione per nominarla, per far capire al mondo quanto fosse importante per lui. E non solo come compagna di vita, di qualche anno più giovane di lui e conosciuta quando appena erano ragazzi. Sarà lei, ora che l’amato Rocco non c’è più, a scegliere il futuro viola: «Non vendo la Fiorentina», aveva fatto sapere lo stesso patron a fine 2025, nonostante le voci che si rincorrevano sulla sua salute, la classifica disastrosa della squadra, la contestazione della città e la sua assenza da Firenze che durava dalla primavera scorsa.
Le cose adesso potrebbero cambiare, anche perché il fresco annuncio di Fabio Paratici come direttore sportivo della rivoluzione, allarga il cerchio dei contatti internazionali. Presto sapremo. Quel che è certo è che la strategia comunicativa della Fiorentina in queste settimane era cambiata: «Io è mia moglie Catherine seguiamo passo per passo la squadra», aveva ribadito lo stesso presidente. «Il presidente Commisso e sua moglie Catherine hanno telefonato a Vanoli e alla squadra per congratularsi», scriveva la stessa Fiorentina dopo gli ultimi risultati (vittoria con la Cremonese, pareggi con Lazio e Milan) della squadra. Un modo per mettere sempre più al centro di tutto lei, l’anima gemella del patron, in una sorta di passaggio di testimone che, almeno per l’immediato presente, non dovrà creare scossoni all’interno del club.
Silenziosa ma onnipresente, la signora Commisso in questi anni si è occupata della costruzione del Viola Park (perfino l’olio prodotto a Bagno a Ripoli si chiama «Caterina»), dei rapporti col Comune di Firenze sulla questione della ristrutturazione dello stadio Franchi, della diplomazia (con Sara Funaro fu fotografata in piazza Duomo in occasione dello Scoppio del Carro pasquale, un episodio che fa capire molto di quanto ci sia di suo nel voler abbassare i toni nei confronti delle istituzioni dopo la guerra fredda con l’ex sindaco Nardella), ma anche del club a 360°, compresi i rapporti con dirigenti, calciatori e ragazzi del settore giovanile.
Da Rocco eredita una Fiorentina coi conti in ordine, senza un euro di debiti con le banche nonostante i maxi (e infruttuosi) investimenti estivi sul mercato e con un asset importante (in attesa del già citato accordo sulla gestione dello stadio) come il centro sportivo più grande d’Italia. Commisso nel giugno 2019 pagò una cifra intorno ai 160 milioni per comprare la Fiorentina dai Della Valle, ai quali aggiungere i 130 spesi per costruire il Viola Park, i 25 (l’anno) della sponsorizzazione Mediacom e le ricapitalizzazioni annuali fatte prima di chiudere i vari bilanci. La stima parlava di un club da 350-400 milioni di valore complessivo, ora però le cifre potrebbero scendere, soprattutto se la morte del presidente dovesse accelerare l’addio della famiglia alla Fiorentina: la squadra in bilico tra la A e la B e l’incertezza sulla concessione nel nuovo Franchi (con la sindaca ci sono sempre in ballo i famosi 55 milioni da mettere per riqualificare lo stadio e ottenere una concessione di 50 anni dell’impianto) potrebbero frenare gli entusiasmi degli interessati. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
