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Corriere dello Sport si interroga: “E se il figlio Giuseppe diventasse presidente? Da ricordare la gestione familiare della Fiorentina”

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Corriere dello Sport si interroga: “E se il figlio Giuseppe diventasse presidente? Da ricordare la gestione familiare della Fiorentina”

Redazione

18 Gennaio · 10:50

Aggiornamento: 18 Gennaio 2026 · 10:50

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La Fiorentina ha trovato un equilibrio economico-finanziario

Con la scomparsa di Rocco Commisso si aprono diverse ipotesi sul futuro economico e societario della Fiorentina. Dall’acquisizione (nel 2019) ad oggi, il club ha trovato un vero equilibrio economico-finanziario solo quando ha potuto concludere cessioni importanti, come nel 2022, quando le operazioni Chiesa e Vlahovic contribuirono a realizzare 114 milioni di plusvalenze. In tutti gli altri anni, compreso l’ultimo, il livello di ricavi si è dimostrato insufficiente a sostenere costi compatibili con le ambizioni di una piazza molto esigente, nonostante Mediacom abbia sempre garantito una sponsorizzazione di maglia alquanto robusta (25 milioni annui). Ciò ha prospettato a Commisso la necessità di versare in sei anni quasi 350 milioni di euro nelle casse della Fiorentina, in aggiunta all’investimento iniziale (160) sostenuto per acquistarla dai Della Valle. Una parte significativa del contributo dell’azionista è andata naturalmente a coprire l’investimento da 120 milioni nel Viola Park, forse il lascito più tangibile del presidente scomparso insieme a un assetto patrimoniale che oggi può vantare l’assenza di debiti finanziari. Ora il futuro presenta diverse incognite. Dopo la scomparsa improvvisa di Joe Barone due anni fa, in CdA siedono l’ad Mark Stephan, il direttore generale Alessandro Ferrari e Giuseppe Commisso, figlio di Rocco.

Potrebbe essere proprio quest’ultimo a diventare presidente, in una logica di continuità familiare? Bisogna ricordare che la Fiorentina è una catena di controllo interamente riconducibile alla famiglia Commisso a partire dalla controllante diretta Columbia Soccer Ventures LLC, veicolo societario denominato probabilmente da Commisso in ossequio alla prestigiosa università newyorkese in cui studiò da giovane. Anche Mediacom Communication Corp, l’azienda fondata da Commisso e da lui condotta a 5 miliardi di ricavi, è una società privata per la quale Commisso scelse nel 2011 la strada del delisting, cioè dell’uscita dal listino Nasdaq, riacquistandone la totalità delle azioni in circolazione (per circa 600 milioni) e assumendo così il controllo totalitario del suo gruppo. Difficile prevedere cosa accadrà a un progetto strettamente legato alla presenza di Commisso e dei suoi uomini di fiducia. Già la scomparsa di Barone aveva sollevato interrogativi sulla possibilità di gestire da oltreoceano un giocattolo così delicato. Spetterà ora al figlio Giuseppe e alla moglie di Rocco, sempre molto centrale negli affari della famiglia, decidere se continuare il lavoro intrapreso, considerata anche la difficile situazione tecnica in cui si trova la squadra. Su questo fronte, si confida naturalmente nell’arrivo imminente di Fabio Paratici, ma le decisioni sul futuro dell’investimento nel club hanno natura soprattutto strategica.

Nell’immediato si potrebbe intuire qualcosa quando andrà assegnata la presidenza ora vacante: se sarà cooptata nel board una figura nuova o se la carica sarà ricoperta da uno degli attuali consiglieri. In questo caso, se fosse lo stesso Giuseppe Commisso a prendere le redini del club, lancerebbe probabilmente un segnale di continuità dell’impegno familiare. Negli ultimi tempi, complice il deludente andamento della squadra, Rocco Commisso era stato oggetto di critiche e contestazioni, francamente ingenerose. Molti tifosi, si sa, reagiscono agli stimoli immediati del presente, spesso mancando di cogliere la prospettiva. Con la scomparsa di Rocco, non è scontato che la famiglia continui a sostenere la Fiorentina con la stessa passione e disponibilità di risorse. Ma non è neppure scontato che una nuova proprietà, eventualmente, abbia le spalle e la capacità di farlo. Lo scrive il Corriere dello Sport.

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