Niente di differente da quello che è stato un po’ il percorso di tutta la settimana di allenamenti, anche se la decisione del tecnico varesino di puntare ancora sul 4-1-4-1 che ha funzionato contro l’Udinese e al Tardini no, rinunciando però a Kean, nonché la convocazione dell’israeliano (documenti arrivati e depositati, maglia già assegnata e quindi subito a disposizione) sono elementi di un certo rilievo nella Fiorentina che si presenta al Franchi con l’obbligo di battere la Cremonese: se vuole cominciare a costruire una parvenza di rimonta. Il modulo, intanto, e conferma della difesa a quattro davanti a De Gea, sdoganata con i friulani: Dodo a destra, nel mezzo Pongracic e Comuzzo in vantaggio su Ranieri che torna dopo aver scontato il turno di squalifica e su Pablo Marí che torna dopo aver superato il problema al soleo rimediato a Losanna in Conference, mentre a sinistra logica ed esigenze vogliono Gosens e non lo stesso ex capitano per avere una fascia più dinamica con l’esterno che spinge e meno conservativa con la soluzione del centrale spostato a sinistra (Ranieri con l’Udinese e Viti a Parma).
Le novità si allargano passando al centrocampo, dove quella più significativa era e rimane Fagioli staccato rispetto alla linea degli altri per essere il regista con libertà di lancio: posizione che gli ha fatto tornare il gradimento per un ruolo che non sentiva più suo e le prestazioni convincenti con Udinese e Parma sono la riprova inconfutabile. E tutti sanno quando la Fiorentina abbia bisogno del miglior “Fagiolic”.
La linea, si diceva. Anch’essa a quattro e più strana non si può: Parisi ancora a destra come l’ha inventato Vanoli, un po’ ala e un po’ trequartista, Mandragora e Ndour (o Sohm: ballottaggio ancora ieri) mediani, Gudmundsson a sinistra e soprattutto dove vuole per non mettere lacci e laccetti alla sua fantasia e permettergli così di essere decisivo. E si diceva anche di Solomon: esterno avanzato puro, l’ex Villarreal è adatto per allargare il campo viola nel 4-3-3 che adesso, in attesa di un altro rinforzo con le stesse caratteristiche, diventerebbe più 4-2-3-1. Ma sempre di altra variante sostanziale si tratta. Rimane il centravanti: cioè Piccoli in questo caso per la storia nota che ha riguardato Kean. Almeno all’inizio. Lo scrive il Corriere dello Sport.
