De Gea parava, Kean segnava: sic et simpliciter, la Fiorentina di Palladino si è tolta più di una soddisfazione l’anno scorso, vincendo ad esempio contro Inter, Milan e Juventus al Franchi e poi ottenendo il record di punti (65) nella gestione Commisso con un sesto posto finale che garantiva la quarta partecipazione di fila alla Conference League. A parte che a ripensarci non sembra davvero siano trascorsi solo pochi mesi e che i protagonisti di allora siano gli stessi di oggi; ma quella del portiere super e dell’attaccante che segna era e rimane la formula perfetta per ottenere i risultati sperati: nella fattispecie per la squadra viola, si tratta del raggiungimento della salvezza.
Kean è tornato in campo sabato scorso contro il Torino dopo aver saltato tre appuntamenti di fila tra campionato (Bologna e Cagliari) e Coppa Italia (Como), e l’ha fatto anche realizzando il gol del momentaneo 2-1, adesso la Fiorentina e i suoi tifosi si augurano – oltre a nuove conferme del centravanti – che il ritorno al passato riguardi anche David De Gea, perché davvero il futuro passa dai guanti e dalle enormi qualità del numero uno spagnolo. Che rispetto all’anno scorso ha guadagnato gradi e fascia da capitano, ma ha avuto un rendimento pressoché normale, lui che è tutto tranne che un portiere normale. E in un rapporto di causa-effetto difficile da individuare, i problemi della Fiorentina sono diventati i problemi di David. Quindi si torna all’assioma di partenza: a Vanoli per salvarsi serve De Gea che aveva Palladino.
Quello che di rado, molto di rado, si è visto da agosto a oggi. Forse aveva abituato fin troppo bene, forse i pianeti si erano allineati alla perfezione da rendere possibile l’impossibile o quasi, forse il rapporto causa-effetto di cui sopra non è invece così difficile da individuare, ma di sicuro De Gea-2 è lontano dai fasti di De Gea-1 in viola. E c’è un dato statistico a darne riprova inconfutabile: nelle 24 partite disputate in campionato tutte da titolare, l’estremo difensore iberico ha tenuto imbattuta la propria porta soltanto in tre occasioni, di cui appena una nelle ultime 19. Con il Torino alla seconda (0-0), con il Pisa alla quinta (0-0) (in entrambi i casi c’era ancora Pioli in panchina) con la Cremonese (1-0) alla diciottesima giornata. Stop. E a proposito di numeri, i 38 gol al passivo (media 1,58) raccontano chiaramente l’unica inevitabile speranza: la Fiorentina aspetta il miglior David De Gea. Ma devono darsi una mano a vicenda. Lo riporta il Corriere dello Sport.
