Dopo l’intervista Condò ha commentato il ruolo di Paratici e il progetto Fiorentina:
“Paratici è un uomo a caccia di rivincite dopo quello che ha passato. Ha un passato solido, da vincitore. E credo che la Fiorentina giustamente si aspetti molto da lui, come lui si aspetta molto dalle potenzialità di questa piazza. L’idea di portare tra qualche anno, grazie al Viola Park, un numero rilevante di calciatori in prima squadra, è quello che succede in tanti grandi club, e lui cerca questo. Ritengo che per la Fiorentina sia un bel colpo portare a casa un dirigente del genere.
Lui poi ha preso la Fiorentina nel momento peggiore, quando aveva sei punti, a dicembre. Questo ti dà anche l’impressione che lui ragiona a lungo raggio. Poi lui ritiene il calcio italiano molto in ritardo come organizzazione. La prima cosa che fa riguarda la formazione, mi ha detto che in Italia sono tutti convinti che la loro opinione valga quanto quella degli altri, invece ci sono dei dati che contano di più e fanno capire come migliorare. Lui non vuole lasciare che i dipendenti del club invecchino, vuole aggiornarli quotidianamente”.
E sul giudizio dato a Fagioli: “Penso fosse un’iperbole quella del Barcellona, certamente come stile di gioco ci si avvicina, è un calciatore di palleggio. Al netto delle disavventure vissute è il tipo di centrocampista che corrisponde all’identikit blaugrana, molto più anche di Locatelli che in Nazionale gioca in quel ruolo. Tra l’altro ho incontrato anche Fagioli nella visita al Viola Park e l’ho invitato a sorridere un po’ di più. Il suo è un calcio freddo, razionale, di visione ma che ha bisogno di un’interpretazione più calda. Mi ha fatto piacere vederlo sorridere dopo il gol a Verona”.
Il tema del brand Firenze: “La considerazione del Como nasce da una mia domanda: mi sono chiesto perché gli Hartono hanno comprato il Como e non il Milan o l’Inter ad esempio. Poi ho capito che la loro è un’operazione basata anche sul territorio, sul lago di Como come location. Però se da una parte c’è George Clooney e dall’altra Dante Alighieri, Firenze dovrebbe avere qualcosa di più. Io poi ho lavorato tanti anni a Barcellona: il fatto che un giocatore forte sia acquistato con i soli introiti che arrivano dalle visite guidate al museo del club ti dice qualcosa. Se penso a Firenze e ai musei in generale, c’è un margine incredibile. Lui mi ha detto che il museo è una buona idea ma c’è da riempirlo con qualche coppa”.
Tema cessione del club: “Paratici e Ferrari sono stati chiarissimi. Adesso è chiaro che la Fiorentina abbia una tecno-struttura, intesa come dirigenti, centrale. Perché la proprietà si vede poco. Immagino che verrà chiesto ai dirigenti viola di autofinanziarsi, e il centro sportivo, che costa diversi milioni di euro all’anno, deve iniziare a produrre calciatori. Non a caso ho fatto l’esempio di Valdebebas, centro sportivo del Real Madrid da cui il Viola Park non ha nulla da invidiare: il Real in questo momento, nelle prime tre serie dei principali campionati del mondo, è la squadra che ha prodotto più calciatori”.
