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Chiarugi: “A Roma ho visto una squadra che ha saputo reagire allo svantaggio. Fiducia contro il Milan”

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Chiarugi: “A Roma ho visto una squadra che ha saputo reagire allo svantaggio. Fiducia contro il Milan”

Redazione

10 Gennaio · 17:54

Aggiornamento: 10 Gennaio 2026 · 17:54

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L'ex viola discute dei punti persi a Roma, della sfida col Milan e delle ultime prestazioni, raccontando anche un ricordo personale

Luciano Chiarugi, ex attaccante di Fiorentina e Milan, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno, queste sono le sue parole: “Alla Fiorentina per un soffio è sfuggita l’importante occasione di vincere a Roma contro la Lazio: sarebbe stato un risultato incredibile vista la nostra situazione. Nonostante al novantesimo fossimo in vantaggio direi che ci possiamo accontentare, anche se la vittoria ci poteva stare eccome. il Milan invece ha rischiato molto, anzi forse anche troppo, contro il Genoa: e questo passo falso conterà molto nella rincorsa all’Inter. Non so cosa potrebbe aver detto Allegri alla sua squadra dopo questo risultato, il Genoa ha buttato via la partita però: il punto è che spesso le squadre piccole nel secondo tempo si perdono, non me ne vogliano i tifosi del Genoa”.

Sulla sfida col Milan: “Una cosa che mi fa molta paura della sfida di domani è la rabbia che i rossoneri potrebbero avere dopo il passo falso di giovedì. Voglio però essere positivo: ormai da qualche domenica la squadra di Vanoli si è ritrovata. Allegri sa di giocarsi molto, consapevole che poi c’è Inter-Napoli. Ma la Fiorentina deve pensare a se stessa, vista anche una nuova prospettiva con diversi giocatori che si sono ritrovati. Speriamo che tutto possa andare meglio di quello che possiamo pensare. Un mese fa la Fiorentina non reagiva a nulla. A Roma ho visto una squadra che ha saputo reagire allo svantaggio. La speranza è che si trovi continuità, sono fiducioso per la partita contro il Milan, anche se sarà un test estremamente difficile”.

Sulle prestazioni: ”Dopo queste ultime partite siamo tutti più soddisfatti perché, al di là dei risultati anche delle altre squadre, la Fiorentina si sta ritrovando nei suoi giocatori più rappresentativi come Gudmundsson e Fagioli, e poi c’è una bella sorpresa come Parisi. Mi sembra di vedere uno spiraglio positivo, nella situazione che si è creata. Si era cominciato a dubitare perfino di De Gea, ma anche lui ha ricominciato a fare miracoli.

Sulla stagione: “All’inizio della stagione eravamo tutti abbastanza soddisfatti della squadra e del ritorno di Stefano Pioli, però siamo calati in un tunnel di cui non si vedeva la luce. Non si vedevano reazioni dalla squadra, ma nelle ultime partite intravediamo questa luce. Ci attendono partite terribili, abbiamo superato lo scoglio della Lazio, ma ora c’è il Milan che viene da una bruciante quasi sconfitta col Genoa e vorrà rifarsi. Noi, però, siamo più consapevoli rispetto a qualche giornata fa. In fase difensiva il Milan ha qualche difficoltà in questo momento. Come ha detto Allegri, loro puntano allo scudetto, però la Fiorentina è in un momento in cui può dire la sua anche contro una grande squadra come il Milan”.

Un ricordo personale: “Per me la Fiorentina è un sogno meraviglioso. All’età di dodici anni mi sono avventurato, dal mio paese dove non c’era neppure la ferrovia, per una città meravigliosa come Firenze. I miei genitori erano preoccupati perché ero un ragazzino. I miei due fratelli più grandi giocavano nel Ponsacco, io gli portavo le borse e non pensavo certo di approdare alla Fiorentina, di indossare quella maglia ambita da tanti giocatori. Da raccattapalle ho potuto vedere il valore di grandissimi campioni, ma era un sogno insperato arrivare ad essere applaudito in quello stadio meraviglioso. In casa mia eravamo tutti tifosi della Fiorentina, quindi giocare con quella maglia ha avuto un valore speciale. Quando ho iniziato a venire all’alloggio dei giovani in Via Carnesecchi vicino allo stadio ho cominciato, forse, a crederci, e così i miei genitori, nel poter diventare un calciatore. I miei fratelli e i miei genitori hanno sempre cercato di trasmettermi educazione, ascolto e rispetto e se ho fatto una carriera di calciatore lo devo a questo. Sono tanti i ricordi che mi sono rimasti dentro”.

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