Il regista come obiettivo primario, ma non solo… Con la conferma di Federico Chiesa Daniele Pradè è alla caccia di un altro esterno da opporre come fascia di competenza alla pianticella viola. Meglio se questo esterno possa giostrare sia destra che a sinistra, invertendo il piede per andare ora al cross, ora al tiro. Scartate le piste di Keità (troppo offensivo), Berardi (troppo discontinuo), e Politano (troppo costoso e troppa concorrenza), si fa largo il nome di Antonio Candreva. Nato a Tor de’ Cenci (ventottesima zona di Roma), Pradè lo conosce fin da bambino. Antonio cresce nella Lodigiani, storica terza squadra di Roma e serbatoio privilegiato dei giallorossi (basti pensare che Francesco Totti ci ha giocato dall’86 all’89), dopo varie peregrinazioni nel 2016 Candreva finisce all’Inter per la  cifra di 23 milioni di euro. L’esterno romano è ambidestro, vanta esperienza Nazionale (quella maggiore) ed internazionale, ma non rientra nei piani di Antonio Conte. E all’età di 32 anni la Fiorentina di Commisso può essere il suo rilancio. A maggior ragione la Fiorentina di Montella che schiera il 4-3-3 e gioca prevalentemente sulle fasce. Scadenza del contratto? 2021, tra due anni. Se l’Inter vuole tesaurizzare il suo cartellino, meglio darsi una mossa. Idem con patate per Diego Perotti, 31 anni, argentino, anche lui contratto in scadenza 2021. Tra Fiorentina e Roma sta nascendo un asse interessante di mercato, che per ora vede solo uscite: Veretout (ormai ufficiale) e Pezzella (ancora ufficiosa), col difensore argentino che non si “prende” con Montella. In cambio un profilo come Perotti, sarebbe ideale: indifferentemente destro e sinistro, addirittura Diego può fare anche il trequarti, offrendo all’aeroplanino un’interessante variante tattica. Sullo sfondo, un terzo nome, ancora più affascinante: quello del cecoslovacco Patrick Schick. 23 anni, scadenza 2022, il ragazzo si deve riciclare dopo due anni fallimentari in giallorosso. Eppure nel 2016 fu proprio Daniele Pradè a farci una plusvalenza clamorosa, vendendolo per 42 milioni (guarda caso) alla Roma. Obiettivamente la strada per Schick è più impervia, a causa di ingaggio e cartellino, ma la strada è tracciata: la Fiorentina punta… 1) a giovani di grande prospettiva: i propri (Chiesa, Ranieri, Vlahovic, Sottil) e nazionali in rampa di lancio (Tonali). 2) nomi dal passato prestigioso da riciclare (Llorente, Boateng, Perotti, Candreva, Borja Valero, a suo tempo facemmo anche quello di Pastore), oppure giovani dal recente passato prestigioso… anch’essi da riciclare (Schick). Ma non è finita qui…

  • DOPO 11 ANNI TORNA DI MODA… BARZAGLI: No, non stiamo scherzando. Era il 2008 quando Andrea scelse il Wolfsburg e rifiutò i milioni di Corvino. Da qualche giorno il nome di Andrea Barzagli circola dalle parti di viale Fanti, e da tempo nelle testa di Pradè. Lo abbiamo detto, la Fiorentina è a caccia di “usati sicuri” per dare carattere e personalità ad una rosa troppo giovane ed inesperta. Un mix ideale che vede tra i papabili anche il nome dell’ex-Juve, da quest’anno svincolato. Va da se’ che Barzagli non farebbe il titolare (l’età si fa sentire, eccome…) ma sarebbe un’ideale alternativa (chiamatela pure chioccia) per il sostituto di Pezzella. Il difensore tecnico, dai piedi buoni, che sappia impostare e rilanciare l’azione. Si fa il nome di Bonifazi, di Tonelli, vedremo… Di certo Barzagli, da sempre, è stato un difensore quasi più bravo ad impostare che a difendere. Buono sia a tre che a quattro. Ed ancora un anno di carriera a due passi da Fiesole (dov’è nato) e da Scandicci (dove la famiglia risiede), non gli dispiacerebbe affatto.

UN ALTRO ASSE DI MERCATO… L’INTER. Abbiamo detto della Roma (Veretout, Pezzella, Perotti, Schick), dicemmo del Sassuolo (Lirola, Berardi, Boateng, e sul ghanese siamo stati i primi (LEGGI QUI), Simeone che piace a De Zerbi), adesso diciamo dell’Inter. Non è un mistero che Biraghi (nato proprio nelle giovanili nerazzurre) interessi Antonio Conte. Montella in quel ruolo ha Terzic, Hancko e Ranieri… pancia mia fatti capanna. In cambio sono in pista Candreva e Borja Valero. E, udite udite, Federico Chiesa. Ormai è chiaro: Chiesa non andrà mai alla Juventus. Nè l’anno prossimo, né mai. I treni passano una volta sola, e la frase di Commissso: “Chiesa non sarà il mio Baggio” suona come una pietra tombale per il suo trasferimento a Torino. Diverso il discorso in chiave nerazzurra. Antonio Conte stravede per Federico (chiamalo bischero…) lo stesso Chiesa, inutile illudersi, non finirà certo la carriera alla Fiorentina. Un anno? Due? Ah saperlo, ma sembra certo che se c’è una squadra adesso in pole-position per il dopo Fiorentina di Chiesa… questa è l’Inter. Potremmo definirlo un caso Luca Toni 2… la vendetta. Comunque, per ora Federico ce l’abbiamo noi (neo-capitano, con buona pace di Pezzella che infatti se l’è legata al dito), mentre il futuro è nel grembo di Giove. E di Suning…