Lunga analisi del giornalista Marco Bucciantini ai microfoni de Il Pentasport di Radio Bruno.
L’esperto giornalista ha sviscerato vari temi del mondo Fiorentina dopo la brutta sconfitta di Udine:
Sulle dichiarazioni di De Gea:
“È scappata una frase e può succedere: non bisogna farne troppa letteratura. La fascia da capitano non si assegna né si toglie per una singola dichiarazione. In questo momento non mi interessa chi sarà l’eroe della salvezza: questa è una squadra che deve salvarsi come squadra, come ha dimostrato anche a Udine. È giusto quindi aspettarsi una reazione collettiva. Non hai il De Gea dello scorso anno e nemmeno Kean è quello della passata stagione: non è l’annata della provvidenza individuale. Per questo difendo anche le scelte di Vanoli e non credo che debba essere esonerato. Ha trovato una strada, anche dal punto di vista tattico, e può ritrovarla”.
Su Gudmundsson:
“A Firenze mi è piaciuto soprattutto quando è stato impiegato centravanti per qualche spezzone, in Conference League: in entrambe le occasioni ha segnato. È un giocatore che vede la porta, ma soffre molto la presenza contemporanea di Kean. Se devo affrontare la battaglia decisiva, non è il primo nome a cui penso”.
Sui giocatori arrivati a gennaio:
“I nuovi possono essere utili, hanno qualità. Sono stati presi però in una situazione di emergenza, senza la possibilità di trattare davvero prezzo e condizioni. Tra quelli arrivati, quello che mi convince di più è Solomon.
Il problema di Rugani è stato inserirlo subito da titolare, per di più all’interno di un sistema di gioco già in difficoltà. A Udine è stato esposto”
Sulle scelte tattiche di Udine:
“Vanoli ha deciso di schierare Gudmundsson e Rugani. Ma senza tre esterni importanti come Solomon, Gosens e Dodò, non avevi gli uomini per interpretare bene il 4-3-3 e mettere in difficoltà l’Udinese sulle fasce.
Posso anche accettare Gudmundsson come seconda punta alle spalle di Kean, ma tra loro la connessione non esiste. In teoria potrebbero essere una coppia complementare, ma in realtà non lo sono nel modo di interpretare la partita. Purtroppo i due giocatori scelti per cambiare modulo non erano nemmeno nelle condizioni ideali per giocare a Udine”.
