L’ex attaccante, Valeri Bojinov, è stato ospite al podcast Calcio Franco ed ha commentato la sua esperienza in maglia viola nella stagione 2005/06: “All’epoca eravamo più cattivi, più vogliosi. I problemi che avevamo li risolvevamo. Noi eravamo un gruppo, sapevamo cosa volevamo, facevamo delle cene e non me mancava mai uno. Quando vincevamo le partite ritornavo a casa a piedi dato che abitavo dietro allo stadio. Per strada il popolo viola non ti lasciava respirare, perché a Firenze vogliono vincere sempre, c’è un tifo esigente. Però ci andava bene perché nel nostro calcio volevamo vivere questo tipo di pressione perché senza non potevamo esprimerci”.
Aggiunge: “Oggi invece la nuova generazione soffre, hanno paura. Quando le cose non andavano noi andavamo a parlare coi tifosi. Questo ti dava anche uno stimolo, perché è una responsabilità giocare nella Fiorentina. Ogni tanto mi fischiavano, e dato che c’era un perché, allora mi imponevo di fare meglio alla prossima partita. Alla presentazione dissi che ero arrivato per vincere il Pallone d’Oro. Voglio dare fiducia a De Gea, salverà la Fiorentina.
Su Prandelli: Ho avuto una grande esperienza con lui alla Fiorentina. E’ uno degli allenatori più forti che ho avuto, aveva un altro passo. Per quello che ha fatto meritava una Juve, Milan, Inter. Tecnicamente era micidiale, preparato, il più forte di tutti”.
