Daniele Adani ha parlato poco prima dell’inizio dello spettacolo “Viva El Futbol” in programma stasera la Teatro Verdi di Firenze.
Ecco le parole dell’ex difensore della Fiorentina:
Sul suo ritorno a Firenze:
“Si percepiscono davvero delle vibrazioni speciali, è una grande gioia. Sono contento di vivere queste ore intense, legate al calcio e a quello che è stato il mio pubblico”
Su Fiorentina-Inter:
“Sì, è stata una partita molto piacevole. L’ho sottolineato anche durante la Domenica Sportiva: a mio avviso la Fiorentina avrebbe meritato di più. Ha però la responsabilità di non aver concretizzato alcune situazioni pericolose trasformandole in vere occasioni da gol. L’Inter, invece, mi è apparsa un po’ sottotono, poco brillante e reattiva sia in fase offensiva che difensiva, mentre la Fiorentina è rimasta sempre dentro la gara. Avrebbe potuto creare ancora di più, nonostante i numerosi tiri verso la porta. In ogni caso, negli ultimi due mesi, questa è stata una delle prestazioni più convincenti della Fiorentina.”
Sulla poca cattiveria realizzativa di Kean e Gudmundsson:
“Sì, però si sono inseriti anche i centrocampisti e i terzini, c’è stato supporto alla manovra. È stata una gara affrontata con serietà. Più che puntare sulla quantità delle conclusioni, sarebbe servita maggiore qualità nelle scelte: non tanto 25 tiri, quanto magari 5, ma realizzati in modo più efficace.”
Sul pensiero di Cassano su Fagioli:
“Antonio ha una visione tutta sua, spesso distante da quella degli altri, ma in alcune occasioni coglie aspetti corretti. Il suo metro di giudizio, però, è estremamente elevato. A mio parere Fagioli ha disputato una buona gara e, in un determinato momento della stagione, si è preso la responsabilità di guidare la squadra. Nelle ultime sei o sette partite, infatti, la Fiorentina ha espresso un ottimo gioco anche grazie al suo contributo.”
Su una Fiorentina Fagioli dipendente:
“Sì, attorno a lui gravitano molti compagni, ma credo sia un elemento chiave per la sua capacità di leggere il gioco, trovare passaggi filtranti, verticalizzare e gestire il possesso. È una squadra costruita per giocare palla a terra e ora, con maggiore fiducia, dà anche l’impressione di divertirsi di più. Ieri ho detto che sembra proprio una squadra che si diverte a giocare a calcio.”
Su Ndour:
“Mi sembra che quello sia il suo ruolo più naturale. Tuttavia è giusto concedergli tempo: ha ancora poche partite alle spalle per potergli chiedere troppo. Dal punto di vista fisico è solido, tecnicamente è valido e dimostra intraprendenza. Sta crescendo in modo positivo e lavorare in determinati contesti non può che favorirne lo sviluppo.”
Su cosa manca a Gudmundsson:
“Il livello richiesto è molto alto: essere decisivi a Firenze significa avvicinarsi allo standard dei grandi giocatori che hanno indossato questa maglia. Servono continuità, personalità, creatività e un forte legame con il pubblico. Al momento, però, mi sembra che lui sia ancora troppo incostante.”
