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Adani duro su Pioli: “Lo stimo ma per i progetti non bastano le parole. Stagione cominciata male”

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Adani duro su Pioli: “Lo stimo ma per i progetti non bastano le parole. Stagione cominciata male”

Redazione

21 Marzo · 12:16

Aggiornamento: 21 Marzo 2026 · 12:16

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"La Fiorentina ha sottovalutato i problemi e pensato che la costruzione della squadra potesse bastare a fare il lavoro"

«Tornare a Firenze mi emoziona. Ho amato quella maglia e il pubblico viola. E sono orgoglioso di poter dire di aver lasciato il segno». L’appuntamento è per lunedì alle 21 al Teatro Verdi. Lì, Daniele Adani, ex difensore della Fiorentina con cui vinse la Coppa Italia nel 2001 e noto opinionista tv, porterà il suo «Viva el Tour», lo spettacolo dedicato al calcio e nato dal podcast fatto con Antonio Cassano e Nichi Ventola. Ecco le sue parole al Corriere Fiorentino: «Sul palco ci sarà anche Cesare Prandelli, è la prima persona a cui ho pensato quando abbiamo fissato la data fiorentina. Vogliamo il coinvolgimento del pubblico e lui è la persona giusta al posto giusto: appena l’ho chiamato mi ha detto di essere entusiasta, non vedo l’ora di metterlo davanti a Cassano».

Adani, come nasce l’idea di andare in giro per teatri?

«Dal seguito che abbiamo sul web e dalla risposta della gente. Siamo stati a Torino, Catania, Roma, Napoli, Bari e a Milano, dove abbiamo fatto un successo clamoroso. Per il Verdi c’è ancora qualche biglietto, ma so che verrà fuori un’altra serata memorabile».

In cosa consiste lo spettacolo?

«È un talk, la prima domanda che farò a Prandelli è come nasce dentro una persona il desiderio di fare l’allenatore. Non parlo di tattica, mi interessa l’aspetto umano perché è dal fuoco che hai dentro che nasce tutto. Per ogni show abbiamo delle linee guida, poi dentro quelle linee c’è Cassano…».

Domani c’è Fiorentina-Inter. Da doppio ex che partita si immagina?

«Mi aspetto che il calo recente dell’Inter si trasformi in super attenzione e rivendicazione di status. Dalla Fiorentina invece mi aspetto il secondo tempo della partita giocata con il Milan: lì ho visto le cose migliori, ovvero attenzione, coraggio e occasioni da gol. La cosa più bella fu la reazione al pareggio di Nkunku: un attimo dopo erano già dall’altra parte a prendere la traversa con Brescianini».

Che idea si è fatto delle difficoltà viola?

«È una stagione cominciata male, la Fiorentina ha sottovalutato i problemi e pensato che la costruzione della squadra potesse bastare a fare il lavoro. Ho stima di Pioli, ma per i progetti non bastano le parole».

Cremona è stata una bella risposta. Si salveranno i viola?

«Dopo aver preso atto delle difficoltà è arrivato il momento di guadagnarsi l’obiettivo lottando fino alla fine».

Kean sì, Fagioli no. Condivide le scelte del c.t. Gattuso?

«Per loro due il discorso è simile. Sono talenti puri in procinto di decollare, ma mai decollati del tutto. Serve passione, voglia di mettersi in discussione e vivere calcio h24 come facevamo noi della mia generazione. Sperare di sbocciare è una cosa, percorrere la strada che porta a completarsi è un’altra. Ed è quello che fa la differenza».

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