L’avvio del match è stato un lampo dei padroni di casa: dopo meno di sei minuti, il Torino ha approfittato di una retroguardia ospite distratta per sbloccare il risultato con Simeone, su suggerimento di Pedersen, per infilare Montipò con il suo nono centro stagionale. La reazione dell Hellas Verona non si è fatta attendere, in primis con una traversa di Gagliardini scheggiata di testa, fino al gol del pari al 38′. La vittoria di un duello fisico tra Bowie e Ismajli permette al centravanti scozzese di controllare di destro e firmare di mancino l’1-1 che ha chiuso il primo tempo.
La retroguardia del Verona ha ballato troppo nella ripresa, risentendo dell’aggressività e della determinazione del Torino di vincere la partita. Il primo sussulto è valso il gol del sorpasso con un’azione ben realizzata da Obrador a pescare Casadei appostato nel cuore dell’area: una girata di prima intenzione e radente ha mandato fuori causa il portiere gialloblù, incassando il 2-1 dei granata al 50′. Il gol annullato a Che Adams sei minuti più tardi ha messo in luce i limiti della difesa di Sammarco, che ha tentato di invertire il trend negativo con Valentini e Orban. Il nigeriano di 23 anni ha flirtato con la porta, testando i riflessi di Paleari con una bordata, mentre il difensore argentino su inserimento ha provato a sorprendere il numero uno del
Toro. Di riflesso invece D’Aversa ha tolto Coco per inserire Marianucci e dare maggiore freschezza nel reparto arretrato, contrastando la potenza di fuoco degli scaligeri. I giri del motore alzati dal Verona prima con Bradaric, ma giunti al finale e terminati i cinque minuti di recupero. Lo scrive TMW
